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Informazioni sui trasporti pubblici romani con la ricerca dei percorsi
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Il Lazio, oltre ad essere una regione ricca di attrattive turistiche in grado di soddisfare le esigenze più disparate e i gusti più diversi, è storicamente la culla di grandi civiltà che hanno lasciato il segno nella storia umana nonché è centro del cattolicesimo, che pure ha fortemente influenzato grande parte della storia conosciuta.
Ancor prima della nascita di Roma, questo territorio era chiamato Lazio, dal latino Latium, abitato dal popolo dei latini ed era situato nella zona del basso Tevere. Dopo il periodo dell'epoca repubblicana i confini si allargarono e con l'ordinamento di Augusto nell'epoca romana, la Regione comprendeva sia il Lazio che la Campania.

Il territorio è prevalentemente montuoso e collinoso, mentre le pianure si trovano in prossimità dei litorali costieri. Nella parte orientale troviamo una modesta sezione di Appennino, che incastra le zone di confine con l'Umbria, le Marche e gli Abruzzi. Sorgono in questo territorio i bassi e isolati Monti Sabini e i Monti Reatini nei quali sorge il monte più alto: il Terminillo con i suoi 2213 m. Costeggiando il confine con gli Abruzzi, troviamo i Monti Simbruini e i Monti Ernici caratterizzati dalla loro siccità e scarsa vegetazione. Tra gli Ernici e i monti del Preappennino, si trova la valle della Ciociaria, zona molto fertile dove passano i fiumi Liri e Sacco. La zona settentrionale della Regione, tra il Tevere e la costa, è occupata da un serie di monti che sono: i Monti Cimini, i Monti Volsini e i Monti Sabatini. A sud del Tevere c'è il gruppo dei Colli Albani. Arco di Costantino a Roma

Tutti questi gruppi montuosi sono molto vecchi, di origine vulcanica e non superano quasi mai i 1000 m. Nei crateri non più attivi si sono formati dei laghi. Queste zone sono molto fertili e ben coltivate, in particolare a vigneti. Nella parte meridionale ci sono i Monti Lepini, i Monti Ausoni e i Monti Aurunci, le cui creste sono corrose, aride e solcate da forti frane, perchè trattasi di antichi monti. Lungo tutta la costa si trova la parte pianeggiante del territorio laziale. A nord, nella pianura più ampia, troviamo la Maremma laziale che poi continua con quella Toscana; nella zona centrale c'è la Campagna Romana dove passa il Tevere; infine a sud l'Agro Pontino, chiamato anche Paludi Pontine per alcune zone ancora acquitrinose dopo la bonifica del 1930 e 1940. Queste zone pianeggianti molto tempo fa erano delle paludi che poi nel tempo vennero bonificate e che oggi sono coltivate e suddivise in poderi. La costa è molto regolare, bassa e sabbiosa. Vi sono alcune sporgenze come il Capo Linaro, il Delta del Tevere, il Capo Circeo e il Promontorio di Anzio e di Gaeta dove si trova l'omonimo porto. Di fronte al porto di Gaeta, troviamo l'Arcipelago Pontino costituito da sei isolette tutte di origine vulcanica, anche se dei vulcani poco ricordano vista l'azione incisiva delle onde del mare. La principale è quella di Ponza.

Guardando tutto il territorio, sembra che questa Regione sia composta da diversi paesaggi: una zone settentrionale con irte e desolate montagne che ricordano quelle marchigiane, altre ricche di vegetazione con verdi boschi e distese di ulivi che richiamano alla mente l'Umbria. Dalla zona settentrionale una zona pianeggiante si mescola con la Maremma toscana e in quella meridionale dove troviamo la fine delle zone pianeggianti. Quì si alzano sulla costa delle rocce che precedono quelle della Campania.

Si coltivano cereali, soprattutto grano e avena nelle zone pianeggianti di Viterbo, Roma e Latina. Molto sviluppate sono le colture di ortaggi e alberi da frutto. Nella zona meridionale sono coltivati gli agrumi. Nei territori collinari vengono coltivati alberi da vite e ulivi. Per la produzione di vino da tavola ed olio il Lazio occupa uno dei primi posti in Italia. Le zone più prestigiose per la produzione di vino sono i Colli Abani, Formia, Montefiascone e Terracina. Si producono in notevole quantità anche barbabietole da zucchero e tabacco. Molte zone adibite a pascolo, sono state bonificate per essere destinate all'agricoltura. Sebbene gli allevamenti diminuiscono continuamente, il numero di ovini resta sempre elevato e mette la regione al secondo posto, solo dopo la Sardegna. Particolare è l'allevamento dei bufali, che permette la raffinata produzione di mozzarella. Molto importante è la pesca esercitata nel Mare Tirreno e Mediterraneo. I motopescherecci fanno scalo nei porti di Civitavecchia, Gaeta, e Fiumicino.

Il Lazio non è una Regione molto industrializzata. Le attività principali sono quelle della meccanica, alimentare e del tabacco svolte nei pressi di Roma. Si stanno aprendo nuove strade industriali, tra cui l'industria farmaceutica, chimica, grafica, cinematografica e dell'abbigliamento. Importante è il centro nucleare nei pressi di Frascati. Il turismo è una delle principali risorse economiche del Lazio; la sola città di Roma richiama numerosi turisti, italiani e stranieri. Oltre ai famosi interessi artistici e culturali, anche la Città del Vaticano richiama molti religiosi. Sono ambite anche le stazioni balneari e le località archeologiche come Cerveteri e Tarquinia.

Il territorio che comprende il Lazio si estende dagli Appennini e scende alla costa del Mar Tirreno. Questa zona è compresa dai fiumi Fiora a nord e Garigliano a sud. La Regione confina a nord con la Toscana, l'Umbria e un breve tratto di Marche; a est con gli Abruzzi, il Molise e la Campania, a sud e ad ovest, con il Mar Tirreno.

Nel Mar Tirreno sfociano il Tevere e altri minori fiumi, tra cui la Marta che esce dal Lago di Bolsena e la Fiora. Nella zona meridionale della Regione si trovano il Sacco e il Liri. Tra i laghi, numerosi nel Lazio, ricordiamo quello di Bolsena nei Molti Volsini; il Lago di Vico nei Monti Cimini; il Lago di Bracciano, nei Monti Sabatini; il Lago di Albano e di Nemi nei Colli Albani.

La parte costiera è beneficiata dal mare che mitiga gli inverni e rinfresca le estati. Nelle parte interna della Regione l'inverno è rigido e l'estate è calda. Nel litorale costiero e nelle pianure le piogge sono scarse, mentre sulle montagne sono molto abbondanti specialmente nei periodi invernali e primaverili.

Fonte: http://www.giroscopio.com/enciclopedica/lazio.html
Le origini del Lazio
I latini abitarono quella porzione territoriale che formò il nucleo originaio del Lazio fin dall'Età del Ferro, ma insediamenti umani sono testimoniati da resti risalenti fin dal Pleistocene.
Gli Etruschi
Il latium vetus nella prima fase subì influenze di tipo sub-appenninico e proto-villanoviano, in seguito ebbe forte l'impronta degli etruschi, stanziatisi nella parte settentrionale della regione.
La nascita di Roma
Ab urbe condita, dalla fondazione della città, quella per antonomasia. Il 21 aprile del 753 a.C. , secondo la tradizione, nasce una civiltà che condizionerà la storia di tutto il mediterraneo.
Le vie consolari
Emblema della massima espansione dell'impero romano, le viae pubblicae e militares permisero all'Urbe di collegarsi sia con le regioni d'Italia sia con i più remoti territori d'Europa e del colto Oriente.
Roma Imperiale
Il Lazio si trasforma grazie alla costruzione delle grandi arterie viarie. Roma diventa città monumentale, fiorisce il commercio, ma le campagne laziali si avviano allo spopolamento.
La fine dell'Impero
La diffusione del cristianesimo coincide, ma non certo come causa, con la crisi dell'impero. Nel 395 viene scisso in Impero d'Oriente e d'Occidente, questo ultimo tramonta nel 476.
Egemonia ecclesiastica
Il disfacimento del potere politico lascia campo libero al predominio della Chiesa la cui organizzazione su tutto il territorio laziale diventa sempre più forte, fino a sostituirsi al vecchio potere.
Dall'Alto Medioevo al Rinascimento
Dal XIV al XVI secolo il Lazio e Roma risentono dell'antagonismo tra il potere della Chiesa e quello della vecchia nobiltà feudale, che verrà definitivamente soppiantata dal potere delle caste cardinalizie e pontificie.
Il '600 romano
Il 1600 è un grande secolo soprattutto per Roma che vive cambiamenti urbanistici e si delinea come eccelsa città monumentale. L'altra faccia della medaglia è il diffondersi della povertà e del brigantaggio.
Dalla Repubblica Romana alla presa di Roma
La disgregazione dello Stato Pontificio inizia nel settecento, ma sono lente le trasformazioni politiche e sociali che portano Roma ed il Lazio al passaggio dall'Ancient Regime all'età moderna.
Ancor prima della nascita di Roma, questo territorio era chiamato Lazio, dal latino Latium, abitato dal popolo dei latini ed era situato nella zona del basso Tevere. Dopo il periodo dell'epoca repubblicana i confini si allargarono e con l'ordinamento di Augusto nell'epoca romana, la Regione comprendeva sia il Lazio che la Campania.

Il territorio è prevalentemente montuoso e collinoso, mentre le pianure si trovano in prossimità dei litorali costieri. Nella parte orientale troviamo una modesta sezione di Appennino, che incastra le zone di confine con l'Umbria, le Marche e gli Abruzzi. Sorgono in questo territorio i bassi e isolati Monti Sabini e i Monti Reatini nei quali sorge il monte più alto: il Terminillo con i suoi 2213 m. Costeggiando il confine con gli Abruzzi, troviamo i Monti Simbruini e i Monti Ernici caratterizzati dalla loro siccità e scarsa vegetazione. Tra gli Ernici e i monti del Preappennino, si trova la valle della Ciociaria, zona molto fertile dove passano i fiumi Liri e Sacco. La zona settentrionale della Regione, tra il Tevere e la costa, è occupata da un serie di monti che sono: i Monti Cimini, i Monti Volsini e i Monti Sabatini. A sud del Tevere c'è il gruppo dei Colli Albani. Arco di Costantino a Roma

Tutti questi gruppi montuosi sono molto vecchi, di origine vulcanica e non superano quasi mai i 1000 m. Nei crateri non più attivi si sono formati dei laghi. Queste zone sono molto fertili e ben coltivate, in particolare a vigneti. Nella parte meridionale ci sono i Monti Lepini, i Monti Ausoni e i Monti Aurunci, le cui creste sono corrose, aride e solcate da forti frane, perchè trattasi di antichi monti. Lungo tutta la costa si trova la parte pianeggiante del territorio laziale. A nord, nella pianura più ampia, troviamo la Maremma laziale che poi continua con quella Toscana; nella zona centrale c'è la Campagna Romana dove passa il Tevere; infine a sud l'Agro Pontino, chiamato anche Paludi Pontine per alcune zone ancora acquitrinose dopo la bonifica del 1930 e 1940. Queste zone pianeggianti molto tempo fa erano delle paludi che poi nel tempo vennero bonificate e che oggi sono coltivate e suddivise in poderi. La costa è molto regolare, bassa e sabbiosa. Vi sono alcune sporgenze come il Capo Linaro, il Delta del Tevere, il Capo Circeo e il Promontorio di Anzio e di Gaeta dove si trova l'omonimo porto. Di fronte al porto di Gaeta, troviamo l'Arcipelago Pontino costituito da sei isolette tutte di origine vulcanica, anche se dei vulcani poco ricordano vista l'azione incisiva delle onde del mare. La principale è quella di Ponza.

Guardando tutto il territorio, sembra che questa Regione sia composta da diversi paesaggi: una zone settentrionale con irte e desolate montagne che ricordano quelle marchigiane, altre ricche di vegetazione con verdi boschi e distese di ulivi che richiamano alla mente l'Umbria. Dalla zona settentrionale una zona pianeggiante si mescola con la Maremma toscana e in quella meridionale dove troviamo la fine delle zone pianeggianti. Quì si alzano sulla costa delle rocce che precedono quelle della Campania.

Si coltivano cereali, soprattutto grano e avena nelle zone pianeggianti di Viterbo, Roma e Latina. Molto sviluppate sono le colture di ortaggi e alberi da frutto. Nella zona meridionale sono coltivati gli agrumi. Nei territori collinari vengono coltivati alberi da vite e ulivi. Per la produzione di vino da tavola ed olio il Lazio occupa uno dei primi posti in Italia. Le zone più prestigiose per la produzione di vino sono i Colli Abani, Formia, Montefiascone e Terracina. Si producono in notevole quantità anche barbabietole da zucchero e tabacco. Molte zone adibite a pascolo, sono state bonificate per essere destinate all'agricoltura. Sebbene gli allevamenti diminuiscono continuamente, il numero di ovini resta sempre elevato e mette la regione al secondo posto, solo dopo la Sardegna. Particolare è l'allevamento dei bufali, che permette la raffinata produzione di mozzarella. Molto importante è la pesca esercitata nel Mare Tirreno e Mediterraneo. I motopescherecci fanno scalo nei porti di Civitavecchia, Gaeta, e Fiumicino.

Il Lazio non è una Regione molto industrializzata. Le attività principali sono quelle della meccanica, alimentare e del tabacco svolte nei pressi di Roma. Si stanno aprendo nuove strade industriali, tra cui l'industria farmaceutica, chimica, grafica, cinematografica e dell'abbigliamento. Importante è il centro nucleare nei pressi di Frascati. Il turismo è una delle principali risorse economiche del Lazio; la sola città di Roma richiama numerosi turisti, italiani e stranieri. Oltre ai famosi interessi artistici e culturali, anche la Città del Vaticano richiama molti religiosi. Sono ambite anche le stazioni balneari e le località archeologiche come Cerveteri e Tarquinia.

Il territorio che comprende il Lazio si estende dagli Appennini e scende alla costa del Mar Tirreno. Questa zona è compresa dai fiumi Fiora a nord e Garigliano a sud. La Regione confina a nord con la Toscana, l'Umbria e un breve tratto di Marche; a est con gli Abruzzi, il Molise e la Campania, a sud e ad ovest, con il Mar Tirreno.

Nel Mar Tirreno sfociano il Tevere e altri minori fiumi, tra cui la Marta che esce dal Lago di Bolsena e la Fiora. Nella zona meridionale della Regione si trovano il Sacco e il Liri. Tra i laghi, numerosi nel Lazio, ricordiamo quello di Bolsena nei Molti Volsini; il Lago di Vico nei Monti Cimini; il Lago di Bracciano, nei Monti Sabatini; il Lago di Albano e di Nemi nei Colli Albani.

La parte costiera è beneficiata dal mare che mitiga gli inverni e rinfresca le estati. Nelle parte interna della Regione l'inverno è rigido e l'estate è calda. Nel litorale costiero e nelle pianure le piogge sono scarse, mentre sulle montagne sono molto abbondanti specialmente nei periodi invernali e primaverili.

Fonte: http://www.giroscopio.com/enciclopedica/lazio.html

La cucina laziale e quella romanesca si contraddistinguono per pochi elementi, semplici e spesso poveri. Nel più classico dei menù romani trova riscontro la tipicità agroalimentare di una regione che ha tra le principali voci del bilancio agricolo tanto l'allevamento, cui si devono anche formaggi e salumi, quanto l'orticoltura.
A queste si affianca la coltivazione dell'olio, finalizzata sia al frantoio che alla tavola. Forte tuttavia è la connotazione popolare, nonostante l'apporto fornito nel passato dai numerosi cuochi giunti nella capitale, coacervo di culture differenti. Roma dunque, culla della civiltà moderna, ha la cucina più plebea del mondo.
Questo non vuol dire che sia insipida o cattiva. Al contrario la cucina romana è saporitissima, aggressiva e policroma; ma è rusticana; e Roma imperiale, papale e diplomatica, quando vuole mangiare di gusto, va a chiedere le ricette al ghetto degli ebrei o ai vicoli della plebe.
Un tempo infatti i condimenti di più largo uso erano soprattutto lo strutto, ma anche il guanciale, il lardo e l'olio extra vergine d'oliva, mentre tra le droghe trovavano e trovano ancora ampio spazio garofano, cannella e pepe, al pari di aglio, cipolla, basilico, rosmarino, prezzemolo, alloro, maggiorana, sedano, salvia e menta.
Esistono almeno tre grandi filoni gastronomici che possono essere riportati a una tradizione genuinamente romano-laziale. Queste tre matrici sono la cucina del "quinto quarto", tipica del quartiere di Testaccio, quella romano-giudaica del Ghetto e la cucina romanesca dei quartieri periferici e delle campagne dei Castelli.
La cucina del "quinto quarto" nasce laddove si trovava il mattatoio: dagli scarti della macellazione, le frattaglie, sono nate preparazioni come i rigatoni con la "pajata (budellini di vitello) e la coda alla vaccinara.
Cibi poveri, ma molto nutrienti e quindi particolarmente apprezzati da parte di chi lavorava duramente e aveva perciò bisogno di proteine a basso costo. Da Testaccio al Ghetto ci si sposta di un paio di chilometri, ma la cucina sembra provenire da un altro mondo.
Ai sapori un pò grevi delle frattaglie si sostituiscono quelli più raffinati e fragranti dei fritti, come i sontuosi carciofi alla Giudia, i fiori di zucchina farciti con mozzarella e alici, i filetti di baccalà, e di una serie di ricette che si esaltano soprattutto nel campo della pasticceria secca: un esempio per tutti è la classica torta di ricotta, che rappresenta il vertice estremo nell'arte pasticcera della città.
Non vanno dimenticate alcune preparazioni tradizionali e del tutto romane come gli gnocchi alla romana, tipico piatto del giovedi, a base di patate e non di semolino, come erroneamente vengono proposti nelle altre regioni, conditi con ragù di carne oppure con pomodoro e basilico, le diverse versioni di pasta e fagioli, il riso con l'indivia o le puntarelle con salsa di acciughe.
In un soggiorno a Roma, tuttavia, un frequente errore è quello di esaurire le proprie curiosità culturali e gastronomiche in città.
La provincia non è da infatti da sottovalutare, sia per l'ampiezza del territorio che per la varietà di paesaggi.
Il terzo filone, quello che abbiamo definito dei suburbi, rimane sostanzialmente legata alla terra e trova nell'abbacchio, piccolo e tenero agnello da latte, il suo piatto principe. La semplicità tuttavia si manifesta anche in primi piatti come le fettuccine o i bucatini all'amatriciana, con guanciale, olio d'oliva e pomodoro fresco. Ricette queste che, nel tempo, sono state assorbite e fatte proprie dalla capitale, punto di convergenza di tutte le esperienze regionali. Non meno importanti le coltivazioni, forse vero motore delle zone circostanti la città, come la lattuga romana, il peperone e i fagiolini (ottimi quelli provenienti dal Lago di Bracciano), le cipolle bianche e dolci di Marino, i piselli di Frosinone e le molte varietà di fagioli: gli "scatoloni" di Accumuli, i "cannellini" di Atina e i "quarantini" di Bolsena e Viterbo.Il fronte costiero è ampio e ha in Civitavecchia e Anzio, rispettivamente sul confine con Toscana e Campania, due interessanti centri di cucina di mare: triglie, merluzzi, cefali, spigole, sogliole, mazzancolle e gamberoni sono protagonisti di numerose ricette, come le sogliole gratinate di Gaeta, le Seppie coi carciofi o la Tiella gaetana. Prezioso alimento che va ad arricchire la tavolo sono i tartufi neri, provenienti da Amatrice, Campoli Appennino, Villa Santa Lucia, terelle e Colle San Magno.
Tra i dolci laziali, oltre alla già citata crostata di ricotta, i classici "maritozzi" di Roma, la "nociata" di Viterbo e Rieti, le "ciambelle cresciute" di Frosinone e Viterbo e il "giglietto", biscotto tipico di Palestrina.

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