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C’è un luogo in Italia dove tra colline di verde bellezza, valli attraversate da fiumi sinuosi, si nascondono borghi medievali, fitti di cattedrali, palazzi nobiliari, antiche biblioteche e testimonianze della storia che raccontano di antichi popoli italici. C’è un luogo  dove in Italia, la natura inviolata regala acque termali di rara efficacia, dove tra le ricche foreste occhieggiano maestose abbazie che narrano la storia dei Cistercensi, dove piccole città conservano mura imperiose, ciclopiche addirittura, e dove sedersi a tavola può diventare un esperienza esaltante.

Una terra magica ma vera, la Ciociaria. Siamo nel cuore del Lazio, dove nacquero grandi pontefici del passato e dove Papi re e grandi uomini venivano a trascorrere ozi incantati lontano dl clamore di Roma. Oggi come ieri la Ciociaria è un regno dell’arte, del gusto e del buon vivere. Venite per credere.

 

La Ciociaria è una vasta regione geografica del Lazio meridionale, si estende per circa 3.400 kmq ed in larga misura coincide con l'attuale provincia di Frosinone. 

Il suo territorio, anticamente abitato dalle popolazioni ausoniche, erniche, volsche e sannite, comprende anche aree limitrofe, quali quelle a ridosso della Via Casilina, l'antica via Latina, delle zone montuose degli Appennini, degli Aurunci, dei Lepini, degli Ernici e degli Ausoni, quelle lungo le valli del Liri e del Sacco fino a giungere al golfo di Gaeta.

Chi giunge in Ciociaria, specialmente se a primavera inoltrata, avrà l’impressione di immergersi in un fresco bagno di verde. La Ciociaria, infatti, per gran parte del territorio, è terra ricca d’acque e perciò verde per buona parte dell’anno. Maestosi boschi di faggi, piante resinose, castagni, querce, frassini e carpini ricoprono gran parte delle zone montuose, scrigni preziosi per la flora e la fauna locale, mete ambite dagli appassionati della natura, itinerari tonificanti lontano dal frastuono quotidiano della nostra civiltà.

È possibile risalendo sentieri, torrenti e corsi d’acqua disseminati lungo i monti, o attraversando immensi boschi, imbattersi in angoli dalla vegetazione impenetrabile e selvaggia con grotte laghetti e cascate che riportano alla nostra mente paesaggi descritti in fiabe e racconti d’altri tempi. Le montagne che, nella parte più a nord della Ciociaria si presentano maestose ed imponenti, offrono luoghi incantevoli e affascinanti, che meritano il rispetto e l’ammirazione che si riconosce alle vette più belle. 

Nella catena dei Monti Ernici, delimitata dalle valli dei fiumi Liri ad est, Sacco a sud e dall'alto corso dell'Aniene a nord, sono di sicuro richiamo le vette del Monte del Passeggio (2056 m), ai piedi del quale si estende “Prato di Campoli” un incredibile anfiteatro erboso dall’incantevole fascino e il Monte Pizzodeta (2037 m), meta d’appassionati d’escursionismo alpino.

Monti Simbruini, gruppo montuoso al confine tra Lazio e Abruzzo, limitato dall'alta valle del Liri a nord-est, da quella dell'Aniene a sud-ovest e dai Monti Ernici a sud, costituiti da rocce calcaree, culminano nel Monte Contento (2014 m). 

Le Mainarde, insieme ai Monti della Meta appendice ciociara del “Parco Nazionale degli Abruzzi”, si sviluppano fra il Lazio, l’Abruzzo e il Molise. Ricercata dagli appassionati di sport invernali, Prati di Mezzo (Picinisco) è situata ai piedi del Monte Meta che con i suoi 2241 m. svetta tra tutti. Da ricordare per gli appassionati di sport invernali anche le stazioni sciistiche di Campo Catino e Campo Staffi.

I Monti Aurunci, gruppo montuoso della Ciociaria sud-orientale, così chiamato dal nome degli antichi abitatori. Situato a ridosso della costa tirrenica, è limitato all'interno dalle valli del Liri-Garigliano e del Sacco, ad ovest la piana di Fondi lo separa dai Monti Ausoni, da taluni considerati come la loro naturale prosecuzione. Costituito in massima parte da rocce calcaree, la vetta più importante è il Monte Petrella (1535 m). 

I Monti Lepini, gruppo montuoso dell'antiappennino laziale, allungato tra i Colli Albani, la valle del fiume Sacco, che lo separa dall'Appennino, i Monti Ausoni e l'Agro Pontino. Svetta a 1536 metri il monte Semprevisa. La popolazione, in queste zone, vive centri raccolti su alture ed è dedita all'agricoltura e alla pastorizia. La Ciociaria offre molte altre attrattive per gli appassionati della natura. È di richiamo sicuro l’oasi naturalistica del lago di Posta Fibreno. Sono da ricordare con interesse anche il parco naturale della Selva di Paliano, il lago di Cardito, la pineta di Vallerotonda, il lago di Canterno, il castagneto monumentale di Terelle, le grotte di Pastena e di Collepardo, le cascate del fiume Liri ad Isola del Liri. 

Paesaggi stupendi si possono ammirare ancora nei vari paesini che conservano intatte tutte le tradizioni e le caratteristiche dei paesi rurali di una volta, arroccati sui colli o sulle asperità ai piedi dei monti della Ciociaria, o in vicinanza delle valli incantevoli percorse dai fiumi Amaseno, Aniene, Melfa, Rapido, Sacco e Liri.

Tra i bacini fluviali merita un cenno tra tutti il fiume Liri, ricordato fin dai tempi più remoti per le sue verdi acque. Il più importante della Ciociaria e tra i più noti dell’Italia centrale, sorge ai piedi del Monte Cappadocia in Abruzzo, e dopo un tortuoso percorso iniziale, dove conserva ancora le caratteristiche d’acque pulite ed incontaminate, riceve nei pressi di Ceprano le acque del fiume Sacco, per poi confluire in prossimità di Cassino nel fiume Gari. Da qui con il nome di Garigliano, prosegue fino a terminare la sua corsa nel Mar Tirreno in prossimità di Minturno.

 

Le possenti mura ciclopiche, i resti archeologici d’epoca romana, i castelli e le fortificazioni medioevali, i tanti borghi arroccati sulle asperità dei colli, i monasteri e le grandi abbazie, sono solo alcune tra le più affascinanti testimonianze giunte sino a nostri tempi, e che rappresentano solo in parte ciò che fu di questa terra.

Le prime pagine a noi conosciute, della storia della Ciociaria, furono scritte dalle popolazioni primitive che si insediarono per primi in questi territori.

Gli Ernici, gli Equi, i Volsci e i Sanniti abitarono per secoli queste terre, fino a contrapporsi anche alla potenza della crescente Roma, che conosceva in quei periodi i suoi albori. A seguito della sua prima espansione italica, e solo dopo aspre e sanguinose battaglie i popoli ciociari cedettero all’Impero Romano, fino ad amalgamarsi con questo.

Le stesse popolazioni conquistate, ottennero in seguito la cittadinanza romana con l’iscrizione nelle tribù di Roma. Ne fecero attivamente parte per tutto il periodo dell’Impero Romano fino alla sua caduta, ed i resti che oggi circondano il territorio ne sono la testimonianza.

Dopo l’Impero Romano, Bizantini, Longobardi, Normanni, Svevi e piccoli feudatari si succedettero nel dominio delle terre di Ciociaria, lasciando ognuno di essi evidenti segni del proprio passaggio. 

Le prime e vere trasformazioni geografiche ed amministrative si ebbero con l'invasione longobarda, in seguito alla quale le zone comprese tra il Garigliano e i Colli Albani presero il nome di Campagna, mentre quella lungo il litorale tirrenico assunse il nome di Marittima.

Quella denominazione divenne ufficiale, quando il Sacro Romano Impero riconobbe lo Stato Pontificio, e si creò la Provincia di Campagna e Marittima, che comprendeva gran parte delle terre oggi conosciute come Ciociaria e con capoluogo l’attuale Frosinone.

Alla fine del Medio Evo, nella provincia di Campagna e Marittima, governata dal funzionario delegato dal Pontefice, si consolidarono i domini feudali delle grandi famiglie.

Intorno al XIII secolo, nelle terre più a Sud dell’attuale Ciociaria, iniziarono a manifestarsi e a diffondersi dei fenomeni caratteristici di queste zone conosciuti con il nome di “brigantaggio”. Alimentato soprattutto da criminali, ma anche da personaggi scomodi messi al “bando” dalle autorità regnanti e costretti a rifugiarsi tra le montagne, i briganti, vivevano di scorrerie e ruberie varie che perpetravano lungo tutto l’estremo Sud della provincia, tra Sora, la Val di Comino e Cassino.

L’ordinamento della provincia di Campagna e Marittima fu mantenuto fino alla prima metà del sec. XIX, quando fu istituita la Delegazione di Frosinone. Dopo l'annessione dello Stato della Chiesa al Regno d'Italia (1870), la delegazione di Frosinone fu incorporata, insieme con quella di Viterbo, Velletri e Civitavecchia, in una sola provincia, quella di Roma fino a riacquistare la propria autonomia nel 1927, quando fu elevata a provincia.

Le pagine più recenti della storia di questa terra ci riportano alle tragiche vicende della seconda guerra mondiale, che videro proprio queste terre teatro di distruzioni e di cruenti massacri perpetrati dall’uomo in quel periodo. Un ricordo fra tanti: ”La battaglia di Montecassino” con la completa distruzione dell’Abbazia e di quanto la circondava. 

La ricostruzione e l'industrializzazione, sono pagine di storia moderna, tappe inesorabili che, se da un lato hanno portato sviluppo e benessere, dall'altro hanno talvolta rappresentato un rischio per il patrimonio artistico, culturale e ambientale dell'intero territorio.

Tuttavia la tenacia della popolazione ciociara fa si che non vadano perduti quei valori di saggezza, di genuinità e rispetto per la natura e le sue opere, che da millenni hanno contraddistinto i popoli che hanno abitato queste terre e che c’è stato da loro tramandato come preziosa memoria d’antico valore.

 

Storia dell'industria e dell'artigianato in Ciociaria

L'economia della Ciociaria, tradizionalmente basata sull’agricoltura e sull’allevamento, attività tipiche delle popolazioni che per prime s’insediarono in questi territori, può comunque vantare una tradizione industriale che per importanza ed estensione, si può far risalire addirittura ad epoca romana. 

Fattori come, l’abbondanza d’acqua, la diffusione della pastorizia che forniva ingenti quantità di lana grezza, la gran quantità di legnami provenienti dai boschi, lo sfruttamento di cave e la vicinanza a Roma e alle città campane, permise lo sviluppo d’importanti e fiorenti attività nel settore della lavorazione della lana, del legno e del marmo, documentate da numerose iscrizioni risalenti ai tempi dell’impero romano. La stessa famiglia di Cicerone, in quel d’Arpino, era famosa per essersi affermata, anche economicamente, grazie alla lavorazione della lana.

Quelli del legno, della lana e del marmo sono stati settori importanti anche nel medioevo dove, alle lavorazioni più tradizionali si affiancò anche quella della carta che vedeva in quel periodo, nel comprensorio di Sora, Isola del Liri ed Arpino, la nascita delle prime cartiere. 

Tali insediamenti industriali, acquisirono sempre maggiore importanza, tanto che, com’è riportato da documenti dell’epoca, siamo intorno al 1820, nel comprensorio di Sora, Isola del Liri ed Arpino, erano in attività fabbriche tra le più moderne ed innovative del settore.

Risale a quel periodo, l’installazione e la messa in funzione della prima macchina continua per la produzione della carta, avvenuta proprio in uno stabilimento del comprensorio, per opera dell’industriale francese Carlo Lefevre. Si riporta che erano occupati nel settore della carta circa quarantamila addetti, per la maggioranza donne e fanciulli, e che le esportazioni della carta si spingevano in tutta l’Europa e anche in America Latina.

Dopo l’unità d’Italia, incominciò un lento declino industriale per l’intero comprensorio, e molte di queste realtà furono costrette pian piano a cedere il passo a nuovi e più moderni insediamenti industriali. Le due guerre mondiali segnarono il crollo definitivo, infatti, la loro quasi completa distruzione non furono seguite dalla ricostruzione, che invece dedicò risorse, pubbliche e private, per lo sviluppo di nuovi poli industriali sorti attorno a Cassino e Frosinone. 

Questi nuovi insediamenti, favoriti anche dalla costruzione dell’attuale autostrada del Sole, e dagli investimenti di gruppi industriali multinazionali, vide la sua massima espansione negli anni attorno al 1960 e 1970, per iniziare dopo, un lento e costante declino, che si protrae anche ai nostri tempi.

Finita l’illusione di uno sviluppo industriale, che doveva risolvere il problema occupazionale e che ancora pesantemente grava su tutta la Ciociaria, si sta avvertendo la necessità di ridare smalto e vitalità all’artigianato d’alto livello qualitativo con nuove e moderne strategie commerciali.

L’artigianato nella Ciociaria appare in maniera rilevante, con importanti e fiorenti laboratori sin dai tempi dei romani. Limitandoci ad epoche più recenti, possiamo affermare che l’artigianato di qualità, ha avuto nella Ciociaria un soddisfacente sviluppo sino alla seconda guerra mondiale. Le botteghe erano fiorenti e rappresentavano un importante settore dell’intero tessuto produttivo ed economico dell’epoca. Gli artigiani esponevano con orgoglio e soddisfazione i prodotti, frutti della loro fantasia ed estro, tanto da distinguersi in maniera eloquente, ottenendo importanti riconoscimenti a livello regionale, nazionale ed internazionale in mostre ed esposizioni.

Basta ricordare le ceramiche d’Arpino, che nel 1911 furono inserite nell’esposizione Internazionale di Roma, e i riconoscimenti ottenuti a Firenze nel 1932 e a Tripoli nel 1933 in occasioni di mostre e fiere. I prodotti maggiormente segnalati riguardavano i mobili e le decorazioni di legno, il ferro battuto ed il rame balzato.

Il dopoguerra è contrassegnato, anche per il settore dell’artigianato, da un lento declino. I giovani, infatti, abbandonarono le botteghe dell’artigiano, attratti dalle nascenti industrie del comprensorio di Cassino e Frosinone, impoverendo così un settore che, nel passaggio generazionale, incontra le sue maggiori difficoltà di crescita ed affermazione.

Tuttavia l’artigianato di qualità resiste e continua ancora oggi la sua produzione in quei settori che lo videro primeggiare nel passato, anche se in maniera meno intensa e rilevante. Affianco a ditte di medie e grandi dimensioni che commercializzano prodotti industriali, operano piccoli laboratori artigiani, d’alto livello qualitativo, i quali riescono a conservare intatti i segreti dell’arte, preziose eredità di generazioni artigiane.

Oggi questi laboratori artigiani, rappresentano un patrimonio straordinario da tutelare e valorizzare, per ridare prestigio ad un settore, quello dell’artigianato artistico, tanto importante e fondamentale per l’intero tessuto economico produttivo della Ciociaria.

 

 

Fonte:www.menteantica.it

Il territorio ciociaro, offre tantissimi spunti di svago e di vacanza grazie al suo territorio ricco di storia, arte, fede e elementi naturali.

Gli itinerari proposti al turista sono molteplici e variegati.

Le grandi abbazie.

Il territorio della Ciociaria è forse uno tra i pochi al mondo ad essere stato così profondamente segnato, e allo stesso tempo privilegiato dalla presenza e dall'influsso di tante abbazie e dipendenze benedettine. Esse, da oltre un millennio e mezzo, rappresentano per l'umanità intera capisaldi di storia, centri di promozione culturale, di manifestazione artistica, oltre che di fede e spiritualità.

Attraverso l'opera patriarcale di San Benedetto, patrono d'Europa, e fedeli alla sua "Regola", ancor oggi gruppi di monaci, vivono con il medesimo spirito e lo stesso ritmo, che da oltre quindici secoli si ripetono nelle abbazie di Montecassino, di San Domenico a Sora, di Casamari e di San Domenico di Trisulti.  

MONTECASSINO

A più di 500 metri di altezza, sovrastante la città di Cassino, sorge l'abbazia di Montecassino, maestoso esempio di "metropoli del monachesimo occidentale". Edificata nel 529 da San Benedetto da Norcia, sugli antichi resti del tempio romano di Apollo, l'abbazia in pochi anni divenne uno dei massimi centri d'irradiazione culturale d'occidente. Nonostante le quattro rovinose distruzioni subite nel corso dei secoli, in particolar modo dopo essere stata rasa al suolo durante il secondo conflitto mondiale, l'abbazia è risorta perfettamente "dove era, come era". Tra le "gemme preziose" conservate presso la biblioteca dell'abbazia, troviamo il famoso placito cassinese, primo documento scritto in lingua volgare. L'abbazia nel suo interno racchiude anche un museo di rilevante importanza artistico-culturale, presso il quale sono esposti preziosissimi codici miniati, pergamene e testi letterari, che fecero di Montecassino il faro di civiltà per molti secoli.

CASAMARI

L'abbazia di Casamari sorge imponente e solitaria sulla vasta piana che si estende nel territorio di Veroli, tra Frosinone e Sora. Fu edificata sulle rovine dell'antico municipio romano di Cereate Marianae, così chiamato perché in onore della dea Cerere. Il nome Casamari è di origine latina e significa "Casa di Mario", patria del console romano Caio Mario. Pur edificata nell' XI secolo, l'abbazia deve la sua attuale struttura architettonica, alla ristrutturazione effettuata nel 1203, da parte dei monaci cistercensi ai quali era stata affidata. Questo complesso abbaziale rappresenta uno dei pochi modelli ancora integri di gotico cistercense e di organizzazione spaziale prevista da Bernardo di Chiaravalle. Di grande interesse sono la Biblioteca e il Museo-Pinacoteca, dove sono custoditi ed esposti reperti archeologici e dipinti di altissimo livello artistico.

TRISULTI

Lo splendido complesso monastico della Certosa di Trisulti, si trova a 800 metri di altezza, immerso in uno dei paesaggi montani più caratteristici della Ciociaria alle falde del monte Rotonaria, presso il comune di Collepardo. Dopo un primo insediamento benedettino, durato circa due secoli, nel 1204 l'antica abbazia fu affidata ai monaci certosini fino alla fine della seconda guerra mondiale, quando venne affidata ai monaci cistercensi. L'attuale complesso architettonico conserva ben poco della costruzione originaria, modificata soprattutto nel corso del XVIII secolo. A parte la straordinaria visione d'insieme, la Certosa di Trisulti attira l'attenzione dei turisti soprattutto per l'antica farmacia. Annessa all'abbazia troviamo la biblioteca statale, dotata di un notevole patrimonio librario e cartografico

Le terme, i monti, la neve

Dedicato a chi ama immergersi nel verde di vallate circondate da uno scenario di monti che all'alba e al tramonto si vestono di incredibili colori, la Ciociaria è il regno delle aree protette, delle sorgenti dell'Aniene, delle stazioni sciistiche, delle acque termali e di percorsi naturalistici. Fiuggi è la città termale per eccellenza, grazie alle sue acque particolarmente indicate per la cura di malattie renali.

Storia, fede ed arte ....

Per chi ama i borghi medioevali, i castelli e le fortificazioni trova in Ciociaria esempi di borghi medioevali, di mura possenti, di liberi comuni, di imponenti castelli, rocche e palazzi principeschi in un percorso ricco di storia e di arte, i centri più rappresentativi sono Alatri, Collepardo, Vico nel Lazio e Veroli.

La città dei papi ...

Da sempre la Ciociaria è stata terra di conquista per i diversi invasori che nel tempo si sono susseguiti, dalla preistoria all'impero romano, dalle invasioni barbariche, alla formazione dei feudi, alle lotte tra grandi famiglie, come i Cajetani, gli Orsini, i Colonna, i Borgia. Terra amata dagli stessi romani che vi costruirono ville rustiche, teatri e strade, di cui rimangono resti in molte località della zona, terra testimone delle lotte tra Papato e Impero dove evidenti sono i segni del potere temporale dei papi. La città dove si possono ammirare i resti di questo importante periodo storico è Anagni.

Preistoria, archeologia ...

La Ciociaria, è una terra che nasconde ancora preziose testimonianze preistoriche, di storia antica e romana tutte da scoprire come dimostrano i recenti successi nelle aree archeologiche di Castro dei Volsci, Pofi e Fregellae a Ceprano, dove è possibile ammirare i resti dell'Uomo di più antico d'Europa ("Ceprano" 800.000 anni fa) e i resti di antiche città romane (Fregellae 328 a.C) .

Escursioni in montagna

Diversi sono gli itinerari escursionistici dedicati agli amanti della montagna, inseriti anche nel “Cammina Italia dalla Sardegna a Trieste”, edito dal C.A.I.

 

Sport

In un’area così vasta e ricca di varietà paesaggistiche, il turista può alternare rilassanti passeggiate tra i boschi con l’esercizio delle più svariate attività sportive: il trekking, l’equitazione, la mountain-bike, il volo ultraleggero, il parapendio, il free-climbing, lo sci e la pesca. Esse consentono a chiunque abbia voglia di praticare lo sport  una vacanza su misura in relazione al luogo di soggiorno

 

 

Fonte:www.menteantica.it

Nonostante una prevalente semplicità della cucina ciociara, non mancano nel territorio ristoranti prestigiosi che adottano una linea internazionale.

Tutti comunque sanno riporre la giusta attenzione alla scelta dei prodotti locali. Ecco allora raggiungere le alte vette della ristorazione con l'utilizzo di ricottine, tartufi, erbe straordinarie, agnelli e capretti saporitissimi, gamberi di fiume e quant'altro questa terra è in grado di offrire a coloro che la amano e sanno valorizzarla.

Ben sapendo che è estremamente difficile dare indicazioni generali sui prodotti di una terra tanto eterogenea sul piano geografico e culturale, siamo certi che esiste per tutti un filo conduttore che possiamo seguire riportando di seguito, indicazioni utili al turista ed agli appassionati.

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