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Rieti

In auto
Da Nord
Autostrada A1 Firenze-Roma, uscire al casello di Orte, proseguire lungo la superstrada Orte-Terni e successivamente in direzione Rieti lungo la SS79.
Da Sud
Autostrada A1 Napoli-Roma, all'altezza di San Cesareo non deviare verso Roma ma proseguire per Firenze (tratto detto "bretella") sempre sull'A1, uscire al casello di Fiano Romano e proseguire sulla SS4 Salaria in direzione Rieti.
Da Est
Autostrada A24 Teramo-L'Aquila-Roma, poco dopo Tivoli deviare sull'A1 in direzione Firenze, uscire al casello di Fiano Romano e proseguire sulla SS4 Salaria in direzione Rieti.
Da Roma
Dal raccordo anulare prendere l'Autostrada A1 Firenze-Roma (uscita 10), uscire (prima della barriera di Roma-Nord) al casello di Fiano Romano e proseguire sulla SS4 Salaria in direzione Rieti.
Rieti dista da Roma circa 75 km ed è facilmente raggiungibile in circa un'ora anche percorrendo per intero la SS4 Salaria (si prende da Villa Ada).

In autobus
Autobus di linea COTRAL, partenza dalla stazione Tiburtina di Roma, arrivo alla stazione ferroviaria di Rieti (capolinea).
Tempo di percorrenza 1h e 40 minuti.
I biglietti si possono acquistare nelle stazioni.
Da Roma un servizio di treno metropolitano conduce alla stazione di Fara Sabina, da dove si prosegue verso Rieti con autobus di linea COTRAL.
Il servizio parte da diverse stazioni di Roma tra cui Tiburtina (frequenza ogni 15 minuti).
Per maggiori informazioni:
Tel. +39 0746 256750
Numero verde COTRAL 800 150008
http://www.cotralspa.it

In treno
Rieti è raggiungibile da Terni o da L'Aquila con la linea ferroviaria Terni-Rieti-L'Aquila-Sulmona.
Per maggiori informazioni:
Servizio FS Informa - Tel.892021 (raggiungibile da rete fissa)
http://www.trenitalia.it/

Trasporti urbani
Spostarsi dentro Rieti e nei dintorni è facile grazie gli autobus dell'Azienda Servizi Municipali di Rieti.

fonte www.apt.ri.it
Natura incontaminata, colline verdi, macchie scure di boschi e foreste, maestose cime innevate, fiumi limpidi e laghi argentei: questa è la provincia di Rieti, attraente per natura.
Il territorio conserva un fascino particolare, costituendo un'oasi di selvaggia bellezza che ha saputo mantenersi intatta: dai Santuari francescani, carichi di atmosfere mistiche, ai castelli; dai borghi che raccontano culture antiche e tradizioni mai abbandonate, alle sconfinate distese di oliveti; dai pendii, ora dolci ora scoscesi, ai monti impervi.
La stazione sciistica del Terminillo e gli impianti sportivi, assieme alle manifestazioni culturali e alle prelibatezze gastronomiche di questa terra, assicurano un piacevole soggiorno all'insegna del benessere e del divertimento.

fonte www.apt.ri.it
La provincia di Rieti ha una superficie di 2.749 kmq, con 72 comuni ed un totale di 151.242 abitanti.
Il 70% di tutto il territorio della Provincia di Rieti è montano e fa parte dell'Appennino Centrale. Ai confini con le Marche e l'Abruzzo sono situati i Monti della Laga, all'interno del Parco Nazionale del Gran Sasso. Verso Nord è situato il gruppo del Monte Nuria, da dove ha origine l'acquedotto del Peschiera.
Nella zona del Cicolano, il Monte Navegna e il Monte Cervia si trovano all'interno di una riserva naturale ricchissima di flora e fauna e dai paesaggi suggestivi. Più a Sud si trovano le Montagne della Duchessa, di struttura morfologica calcarea. Poi i Monti Sabini, punto di divisione fra la Valle Reatina e la Sabina. Il gruppo montuoso più conosciuto è quello del Monte Terminillo, considerato uno dei punti più importanti del Centro Italia per gli appassionati di sport invernali.
Notevole è anche la presenza idrica in tutta la provincia. Oltre alle sorgenti del Peschiera, serbatoio di acqua per la città di Roma, si registra anche la presenza di undici laghi in tutto il territorio.
Rieti, il capoluogo della provincia, è situata proprio al centro della Valle Reatina. Al suo interno in una piccola piazza, è situato il punto che è considerato da tutti il "Centro d'Italia". La città ha una ricca vita culturale ed un consistente numero di tesori artistici.
Insieme ai paesaggi del territorio circostante, Rieti e la sua provincia costituiscono uno dei punti di maggior attrattiva turistica di tutto il centro Italia.
I primi insediamenti umani nel territorio sabino risalgono al Paleolitico. Resti archeologici delle ere preistoriche costellano l'intera provincia, come i ripostigli di Piediluco-Contigliano, che hanno restituito bronzi di origine cipriota ed egea.
La storia di queste terre si lega indissolubilmente ai Sabini, popolo proveniente dall'area del Gran Sasso e insediatosi nelle valli del Velino e del Tevere.
Protagonisti di miti e leggende, dal ratto delle Sabine all'origine sabina dei primi re di Roma, i Sabini sono oggi oggetto di una fervida riscoperta, legata a scavi archeologici e mostre.
L'area del Cicolano nel primo millennio a.C. fu, invece, regno incontrastato degli Equi, popolo fiero e bellicoso che, nel 494 a.C., giunse a insidiare la stessa Roma.
Il 290 a.C. fu la fine di un'epoca. In quell'anno i romani conquistarono l'intero territorio, determinando una radicale trasformazione sociale, economica e delle forme insediative. La bonifica della piana reatina attraverso lo scavo di un canale alle Marmore, conferma la fama dei Romani come inarrivabili ingegneri. Dal II sec. a.C. la Sabina si popolò di grandi ville rustiche, centri di produzione agricola quasi di livello "industriale". Alcuni di questi insediamenti hanno lasciato un'impronta indelebile nel territorio, come le cosiddette ville di Vespasiano e Tito.
Già dal II sec. d.C. si preparava una nuova svolta epocale: la cristianizzazione della Sabina, con il nascere delle diocesi di Cures Sabini, di Forum Novum e Reate, tra V e VI sec.
Procedendo nei secoli medioevali l'area reatina vide numerose invasioni. Divenne prima parte del Ducato Longobardo di Spoleto, subì poi le devastazioni dei Saraceni. Numerosi centri, tra cui l'Abbazia di Farfa e la stessa Rieti furono presi e saccheggiati; i Saraceni si stanziaro nel Cicolano, prima di venire sconfitti dalle truppe locali (915 circa). Pochi anni dopo, nel 942, la zona fu teatro delle scorribande degli Ungari.
Ben prima delle invasioni si assistette alla diffusione del monachesimo, che, nei secoli centrali del Medioevo, fu per queste terre baluardo di cultura e di ripresa economica e demografica. La presenza delle abbazie di Farfa e di San Salvatore Maggiore, segnò profondamente la storia del territorio.
Nel 1140-1141 si hanno le prime testimonianze di istituzioni comunali. Passò poco tempo e, nel 1143, Rieti dovette subire una nuova invasione: i Normanni la cinsero d'assedio e l'incendiarono. La diocesi divenne la vera istituzione aggregante dei reatini, tanto che nel 1198 papa Innocenzo III pose queste zone sotto il diretto controllo delle Stato della Chiesa. Ne scaturì un XIII sec. di straordinaria fioritura per Rieti: espansione della cinta muraria, costruzione di edifici civili e religiosi e l'insediamento degli Ordini Mendicanti.
Nel frattempo la parte di territorio sotto il diretto dominio angioino diveniva florida e vedeva lo sviluppo d'importanti comuni: Cittaducale, fondata nel 1309 dagli angioini stessi, Leonessa, Accumuli, Antrodoco, Amatrice e Cittareale fondata nel 1329 da Roberto d'Angiò. In Sabina imposero il loro dominio le famiglie baronali romane: gli Orsini, i Sant'Eustachio, i Savelli. Il XIV sec. vide il territorio dilaniato dagli scontri tra guelfi e ghibellini, dai quali Rieti riuscì ad uscire grazie a una solida signoria, ad eccezione del breve governo degli Alfani.
In età moderna in Sabina si consolidarono i domini delle grandi famiglie, agli Orsini, ai Savelli e ai Colonna si aggiunsero i Barberini e i Borghese. La piana reatina fu, invece, impegnata da grandi lavori di bonifica, condotti dai massimi architetti dell'epoca: nel 1545 fu la volta del Sangallo seguito, sul finire del secolo, da Giovanni Fontana.
Alla fine del Settecento la Sabina era una delle aree più povere dello Stato Pontificio, vide passare la breve e intensa stagione napoleonica, per tornare con la Restaurazione alla Chiesa. Con l'Unità d'Italia, Rieti e la Sabina furono incluse nella Provincia di Perugia; le nuove istituzioni unitarie si radicarono nel territorio che, però, non riuscì a superare la condizione di marginalità economica. Nel Cicolano esplosero episodi di brigantaggio, comuni a quelli del Sud Italia.
Nel 1927 aree dalla storia spesso divergente, dalla conformazione territoriale diversissima furono riunite a formare la Provincia di Rieti, che oggi è arricchita e resa unica proprio da questa diversità.

fonte www.apt.ri.it
Il sentimento religioso segna profondamente la nostra terra.
Nell'intera provincia puoi respirare un'atmosfera di profonda spiritualità e misticismo, che pervade non solo i luoghi di culto ma l'intero ambiente naturale.
In un percorso ideale tra i luoghi che raccontano la storia di questo profondo legame con la religiosità, un posto speciale spetta alla bellissima ed isolata chiesa romanica di Santa Maria in Vescovio, nei pressi di Torri in Sabina, risalente al IX-XI sec. e ricostruita intorno al 1250; fu antica capitale dei sabini fino al XV sec. e testimone della precoce diffusione del cristianesimo nella provincia.
Il reatino fu una culla del monachesimo antico. L'Ordine Benedettino segnò indelebilmente la storia della Sabina; tra i suoi colli si erge nella sua splendida imponenza l'Abbazia di Farfa, uno dei monumenti più insigni del Medioevo europeo che, nel periodo di massimo splendore, possedette una vasta porzione dell'Italia centrale. L'origine si fa risalire al VI sec., ad opera di San Lorenzo Siro. Distrutta dai Longobardi e poi dai Saraceni rinacque sempre più potente. Nel 775 Carlo Magno le concedette l'autonomia da ogni potere civile o religioso: di qui il suo splendore e la sua ricchezza.
L'epocale nascita, nel corso del XIII sec., degli Ordini Mendicanti vide Rieti protagonista. ╚ qui che papa Gregorio IX canonizzò San Domenico di Guzman nel 1234.
La Valle Santa, la conca che accoglie Rieti, è stato uno degli scenari prediletti della vita di San Francesco d'Assisi. Il Poverello stesso fondò quattro Santuari incastonati tra la verdissima valle e il monte Terminillo. Incassati nella roccia, avvolti dai boschi, pervasi da una manifesta essenzialità; in questi piccoli eremi, dove San Francesco aveva la roccia come giaciglio e la natura come compagna, il messaggio francescano è attuale e palpabile. I Santuari sono monumenti storici, culturali e religiosi di grande valore, ai loro nomi si lega non solo la storia del "Santo della Natura" ma di tutto il Cattolicesimo.

Un viaggio a ritroso nel tempo tra cavalieri, armi e antiche leggende.
Il territorio reatino conserva un patrimonio inestimabile di castelli, rocche, torri isolate, fortezze costruite su speroni rocciosi inaccessibili per controllare villaggi e passi circostanti.
Diversi nell'origine, nella collocazione ambientale, nelle dimensioni e nell'aspetto architettonico, castelli e rocche testimoniano ancor'oggi la storia di un territorio ricco e conteso.
Un territorio profondamente segnato dall'urbanistica medievale, con i suoi borghi arroccati sulla sommità di ogni colle e immancabilmente culminanti in un palazzo baronale, in un castello, in una rocca.
A cavallo tra la valle del Salto e quella del Turano, il castello di Collalto Sabino conserva intatte le tracce della sua secolare storia e delle trasformazioni settecentesche volute dai Barberini.
A Roccasinibalda si erge maestoso e possente il castello progettato nel Cinquecento dal grande architetto senese Baldassarre Peruzzi.
La rocca di Corvaro domina la parte più alta del paese, fondato nel X sec. e inizialmente posseduto dall'Abbazia di Farfa.
Il palazzo baronale di Orvinio, di origine tardo-rinascimentale, si mimetizza in modo unico con il centro storico dell'abitato.
I resti del castello di Poggio Poponesco, nel comune di Fiamignano, sovrastano la parte iniziale del lago del Salto.
Questi sono solo alcuni esempi di un patrimonio molto più vasto che vanta gioielli capaci di portarti indietro nel tempo.

La Sabina fa sport!
╚ da molti anni che la provincia reatina fa dello sport un settore su cui s'investono risorse. Il territorio è ricco d'impianti di alto livello per gli sport più diversi: dall'ippica allo sci nautico, dalla pallavolo al basket, dall'atletica al pattinaggio.
Le montagne che circondano Rieti, dal Monte Terminillo alle catene nei dintorni di Leonessa, sono il regno degli sport invernali.
L'altitudine del Terminillo è ideale anche per gli allenamenti: atleti di livello internazionale vengono da tutto il mondo a misurarsi sul campo d'altura dei Cinque Confini.
I cieli reatini sono il tempio del volo a vela, le correnti che li animano richiamano gli appassionati di questo sport da tutta Italia e dall'estero. La valle reatina è anche il luogo ideale per praticare parapendio e deltaplano.
L'abbondanza di laghi, fiumi e torrenti permette alle strutture del territorio di offrire una vasta gamma degli sport nautici: canoa, kayak, hydrospeed, torrentismo, rafting e molti altri.
La mountain-bike, l'escursionismo, il trekking trovano tra le vette, i colli e la campagna della nostra terra uno scenario irripetibile.
Rieti è anche teatro di grandi eventi sportivi, come il Meeting Internazionale di Atletica Leggera, che ha permesso di stabilire record a livello mondiale, l'ormai classica gara di automobilismo Coppa Carotti, la corsa podistica internazionale Amatrice - Configno o la Coppa Città di Rieti di Volo a Vela.
Una serie di emozioni imperdibili che danno un tocco di avventura in più a questa terra.

Svago e divertimenti
Spesso la conoscenza del territorio nasce spontaneamente, partecipando ad una sagra o ad uno dei molti eventi tradizionali che ormai fanno parte degli appuntamenti fissi che offre questa terra: sagra delle fave con pecorino, la tradizionale benedizione degli animali, la distribuzione dei "ciammellitti", i mercati antiquari.
A questo contesto divertente e folkloristico si aggiungono altri appuntamenti legati allo svago e al divertimento: le gare di kart, le serate in discoteca, le degustazioni di vini in piacevoli wine bar.

Fonte www.apt.ri.it

Una delle attrattive del territorio reatino Ŕ la buona cucina, ricca di mille piatti, di ricette antiche e prodotti nati da una terra incontaminata.
Gran parte dei meriti della gastronomia reatina va allo straordinario olio dop della Sabina, dall'odore fruttato e dal sapore vellutato. Le stracciatelle in brodo, gli spaghetti alla carrettiera, il pollo alla diavola, l'abbacchio in guazzetto si arricchiscono di questo olio superiore.
In campo dolciario le specialitÓ locali sono i terzetti alla reatina, la copeta (noci e miele tra foglie di lauro) e la pizza di Pasqua. Merita un cenno particolare la cucina di Amatrice, con un piatto noto a livello internazionale: gli spaghetti all'amatriciana.
Mentre si percorrono i paesi del reatino, non si possono non assaggiare altre eccellenti specialitÓ: il fallone di Stimigliano, il farro al tartufo di Leonessa, gli strengozzi alla reatina, i marroni e gli stracci di Antrodoco, le fregnacce alla sabinese, i fagioli di Borbona e le sagne scandrigliesi.
Terra di laghi, fiumi e torrenti, Rieti vanta nella sua cucina trote e gamberi insaporiti con mille salse. Da assaggiare i formaggi pecorini, freschi o stagionati, la ricotta, in particolare il "fiore molle" di Leonessa aromatizzata allo zafferano.

Fonte www.apt.ri.it

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