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Poggio Moiano

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Da nord

Percorrere l’autostrada A1 in direzione Roma, uscire al casello autostradale di Fiano Romano, prendere quindi la SS4 Salaria in direzione di Rieti, alla rotonda di Osteria Nuova girare a destra e continuare sulla SP40 per qualche chilometro, svoltare poi a destra sulla SR314, proseguire fino ad arrivare a Poggio Moiano.

 

Da sud

Percorrere l’autostrada del Sole A1 fino al casello autostradale di Fiano Romano, prendere quindi la SS4 Salaria in direzione di Rieti, alla rotonda di Osteria Nuova girare a destra e continuare sulla SP40 per qualche chilometro, svoltare poi a destra sulla SR314, proseguire fino ad arrivare a Poggio Moiano.

 

Da Rieti

Percorrere la SS4 Salaria in direzione Roma, giunti in località Ponte Buita svoltare a destra (SR314) e proseguire sulla SR314 fino ad arrivare a Poggio Moiano.

 

La chiesa di San Martino, piccola ma graziosa chiesa rurale, si trova in perfetta armonia con la natura circostante a circa 1 km dal centro abitato. Essa sembra risalire al X secolo, secondo la citazione presente in un documento del 1343, e vi era annesso un romitorio benedettino. La facciata e' stata realizzata con pietra locale: è a capanna, con lo spiovente sinistro occupato dal piccolo campanile a due fornici con archi a sesto pieno. Da notare sono i bassorilievi e i fregi, forse provenienti dalla vicina Trebula Mutuesca: un architrave di tomba in due blocchi adornati di rose e bucrani, sotto un'epigrafe di età repubblicana. Il bucranio è la testa di bove scarnita ornata con nastri e ghirlande, così come venivano preparate le vittime sacrificali.

A proposito di sacrifici, all'interno della chiesa vi è un altro residuo del mondo classico: un contenitore in pietra in cui veniva versato il sangue della vittima. Possiamo ancora osservare due frammenti di lacunari a superficie curva appartenenti ad una tomba, un lacunare di un fiore a quattro petali, frammenti di fregi girali.

Nella parte superiore vi è un rosone in pietra: la luce che penetra da lì va a finire sull'altare. L'interno è una navata unica con absite semicircolare: c'è un dipinto raffigurante San Martino e uno raffigurante Sant'Antonio Abate, fatti realizzare per un voto nel 1556. La chiesa è stata restaurata nel 1972 ed è ora in buone condizioni.

Essa presenta delle notevoli analogie con la vicina chiesa di Santa Vittoria (Monteleone Sabino) e quella di Santa Maria del Piano (Orvinio)

La  chiesa di Sant'Anna si trova in aperta campagna a circa 1 km dal paese.

E' una piccolissima costruzione risalente al 1760, forse fatta realizzare per un voto da qualche devoto alla Santa e viene utilizzata una volta l'anno, 1l 26 luglio, il giorno della sua ricorrenza.

La  chiesa di San Sebastiano è situata nei pressi della strada che conduce a Pozzaglia ed è stata edificata nel 1527, come si può leggere sull'epistilio, della porta d'ingresso.

All'interno, sulla parete dell'altare, è rappresentato San Sebastiano Martire.

Essa viene utilizzata per festeggiare il Santo, che è il patrono del paese, ogni anno il 20 gennaio.

Poggio Moiano fa parte di quella culla di storia e di cultura quale è la Sabina: situato in provincia di Rieti, l'antichissimo "Loco Moiano", divenuto comune sin dal 1344, dista 58 Km. da Roma e 28 dal capoluogo provinciale, trovandosi al 4° Km. della S.S. Licinese che collega la Salaria alla Tiburtina Valeria. Il paese è collocato su una collina alle falde del Monte Miano ( 990 m. s.l.m.), ad una altitudine di m. 502 s.l.m. ed è apprezzato per la mitezza del clima. Nel suo comprensorio si trovano monumenti di notevole valore artistico, di origine romana e medioevale.

Poggio Moiano non ripete le sue origini da epoche remote. Consultando libri, documenti e pubblicistica nella biblioteca dell'Abbadia di Farfa, si avverte che del 773 ha inizio una ricca documentazione relativa al territorio nel quale sorgerà il paese e che viene variamente denominato: Medianula, Modiano, Mianula, Gualdo Modiano, Loco Moiano, ecc. Per circa trecento anni, fino ad oltre il 1050, non si fa cenno di un centro abitato che può essere sorto dal 900 al 1.000 a seguito della devastazione di Trebula Mutuesca e Vicus Novus avvenuta per le scorrerie dei Saraceni. L'opinione di alcuni cittadini secondo i quali il primo nucleo di abitazioni in tempi non precisati, ebbe inizio da un baraccamento di boscaioli che rifornivano Roma di carbone non è per ora confortata da valida dimostrazione. La denominazione "Poggio Moiano" (podio de Moiano) compare invece per la prima volta in due documenti del 1083 da cui risulta che il conte Teodino figlio del conte Berardo concede a Farfa alcuni beni ricevendone in cambio degli altri. Nel 1098 un Donadeo di Bonomo, vassallo dei Crescenzi, risulta attore di una controversia con l'abate Berardo che rivendicava alcuni fondi "in pertinentia phare Scandriliae, ecclesia Sancti Petri, in agua viva, podio de Moiano".

Nonostante l'ubicazione nell'immediata periferia dal Parco naturale, anche Poggio Moiano come tutti i centri esterni al perimetro dell'area protetta si è reso partecipe della storia del Parco stesso. La località Meiana o Miana è menzionata nel Regesto Farfense nell'anno 998 nel quale si ricorda l'esistenza di una chiesa di S. Pietro in Meiana. Il feudo viene menzionato come proprietà parziale dell'Abbazia farfense all'inizio dell'XI secolo quale dono del Conte Teudino e come castello in bolla di Urbano IV del 1262. Possesso degli Anguillara divenne nella prima metà del XVI secolo dei Savelli che in seguito a vicende alterne ne videro più volte la confisca da parte dell'Abbazia. Fu definitivamente riscattato nel 1503, infine venduto ai Borghese intorno alla metà del Seicento per poi passare ai Torlonia.

La chiesa parrocchiale di   San Giovanni Battista, adiacente il Palazzo Comunale, domina il paese vecchio e, tramite un porticato, si affaccia sulla piazza e sulla nuova Poggio Moiano.

Ricostruita nel 1953 sui resti della Cappella Gentilizia del Palazzo Baronale, è stata recentemente restaurata dal parroco, don Antonio Santini, nell'originario stile romanico.

Nel corso dei lavori di ristrutturazione sono stati rinvenuti sulle pareti della chiesa tre inserti murali di buona fattura e di notevole interesse artistico.

Il più antico, risalente al '400, raffigura la Madonna in trono e si trova in discreto stato di conservazione. Di fronte a questo, un Cristo in trono, purtroppo molto danneggiato e con numerose lacune, mentre il terzo, del tardo '500, rappresenta una Madonna con Bambino e scene di Via Crucis.

Un interesse particolare riveste l'edicola campestre di  Santa Liberata posta in una zona agricola all'entrata del paese. Meta di antichi pellegrinaggi, essa è l'esempio ancora visibile di una tradizione popolare, la cui origine si perde nella notte dei tempi, legata alla dura realtà della vita campestre, intrecciata di profondi valori e sentimenti religiosi. La piccola cappella custodisce tuttora una vetusta immagine della Santa, vissuta nel Medioevo, ritenuta protettrice dei bambini affetti da gravi malattie; vi è infatti raffigurata mentre tiene in braccio due bambini, uno per parte, in un gesto di difesa affettuosa e materna. A pochi metri di distanza, in un'incantevole cornice naturale, si può ancora ammirare un antico arco di pietra a suo tempo eretto, con ogni probabilità, per accogliere l'ingresso in paese di autorità secolari o religiose.

PARCO NATURALE MONTI LUCRETILI

Estrema propaggine meridionale dei Monti Sabini, delimita ad est la Campagna Romana. A sud e ad est è a sua volta delimitata dalla Valle dell'Aniene. La ricchezza naturalistica del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili risiede nella particolare configurazione del paesaggio, di tipo spiccatamente pre-appenninico, dove la vicinanza del mare ha concorso alla formazione e alla coesistenza di biotopi determinati da microclimi differenziati dovuti ad esposizioni diverse e influenzati da variazioni della circolazione delle masse d’aria all’interno del complesso montuoso.

La ricchezza naturalistica del Parco risiede nella particolare configurazione del paesaggio, di tipo spiccatamente pre-appenninico, dove la vicinanza del mare ha concorso alla formazione e alla coesistenza di biotopi determinati da microclimi differenziati dovuti ad esposizioni diverse e influenzati da variazioni della circolazione delle masse d'aria all'interno del complesso montuoso.

L'imponente aspetto del rilievo dominante la Campagna Romana, la Sabina e l'agro tiburtino, contrasta con il paesaggio interno caratterizzato dalla successione di rilievi modesti, intercalati da pianori carsici e vallecole pascolive, interrotti dalla dorsale del Monte Pellecchia che si differenziano dagli aspetti certamente più aspri e rupicoli del settore sud-orientale dell'area di Licenza.

La successione stratigrafica del gruppo dei Monti Lucretili è costituita in massima parte da formazioni sedimentarie di origine e di ambiente marino depositatesi a partire da circa 200 milioni di anni fa nell'antico oceano mesozoico, Tetide.

L'aspetto territoriale dei Monti Lucretili risulta fortemente condizionato dalla storia geologica e strutturale che ha dato origine a un gruppo montuoso ben definito geograficamente.

L'orografia dell'area rispetta l'allineamento appenninico generale con asse nord-sud e rappresenta sostanzialmente un territorio costituito da tre corrugamenti montuosi principali separati in modo più o meno netto da sistemi di faglie su cui si sono impostate incisioni torrentizie.

L'attuale assetto della vegetazione sui Monti Lucretili ha origine da una altalenante successione di eventi prodotti da un'azione antropica determinante per il mutamento degli aspetti originari.

Come il paesaggio vegetale anche il popolamento faunistico ha risentito in modo sostanziale dell'azione antropica operata sia attraverso l'attività venatoria sia con attività di trasformazione millenarie dell'ambiente.

Nonostante ciò nei suoi molteplici ambienti l'area protetta conserva elementi di estremo interesse.

 

Parlando di Poggio Moiano, merita un discorso particolareggiato il suo prodotto più tipico e pregiato:  l'olio di oliva. La dislocazione degli oliveti quanto mai felice, le caratteristiche geo-morfologiche del terreno, l'adozione, ormai generalizzata, dei metodi di coltivazione ecologica, ne fanno un alimento di altissimo valore dietologico, tra i migliori d'Italia: le sue peculiarità sono sicuramente il bassissimo o quasi nullo grado di acidità, l'azione positiva svolta nel metabolismo della digestione, la funzione preventiva nei confronti delle malattie del fegato e cardiocircolatorie. Le due cooperative esistenti, cui fa praticamente riferimento la totalità dei piccoli produttori del luogo, da anni sono impegnate nella ricerca di tecniche sempre più avanzate per la difesa e la valorizzazione di quest'olio e, in prospettiva, anche per una sua ottimale commercializzazione sui più esigenti mercati nazionali ed esteri.

Da Maria Fontana

02037 Poggio Moiano (RI)

13, Viale Manzoni

tel: 0765 876169

 

Ristorante Oro Verde dell’Azienda Agricola Chiusagri

di Cristiana Melilli

02037 Poggio Moiano (RI)

7, Via Santa Liberata

tel: 0765 876498

 

Ristorante Pasta E Ciccia

02037 Osteria Nuova di Poggio Moiano (RI)

Via Salaria, km 52,300,

tel: 0765 89343

 

Persi Emanuele Ristorante

02037 Osteria Nuova di Poggio Moiano (RI)

29, Via Salaria Nuova

tel: 0765 841005

 

"Incontro"

02037 Poggio Moiano (RI)

42, Via Umberto I

tel: 0765 876739

 

"Il Palazzaccio"

02037 Poggio Moiano (RI)

Via G. Garibaldi

tel: 340 8430863

Hotel Graziella

02037 Poggio Moiano (RI)

via Licinese,1

tel 0765 876038

 

Salaria Hotel

02030 Osteria Nuova (RI)

33, Via Salaria Nuova

tel: 0765 841806

fax 0765 84180

sito web: www.salariahotel.it

 

Agriturismo Oro Verde

di Cristiana Melilli

02037 Poggio Moiano (RI)

7, Via Santa Liberata

tel: 0765 876498

Mobile: +39 328 6210499

 

Agriturismo Il nido del Falco

02037 Poggio Moiano

Strada intervalliva per il lago del Turano

Tel./Fax: 0765 87 63 24

Mobile: +39 339 6005653

Sito web: www.agriturismonidodelfalco.com

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