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Rivodutri

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Da Nord

Dall’autostrada A1 in direzione Roma uscire a Orte e seguire la direzione Terni, continuare su SS204, E45, SP151 e uscire a Terni Ovest. Attraversare Terni, si prende poi la strada per Rieti (Cascata delle Marmore). Dopo il Lago di Piediluco prendere per Labro (bellissimo e suggestivo paese), poi Morro Reatino e infine Rivodutri.

Da sud

Dall’autostrada A1 uscire al casello autostradale di Fiano Romano e prendere la SS4 Salaria in direzione di Rieti, continuare sulla SS4 in direzione Nucleo Ind. Ascoli P., uscire in direzione Rieti est e seguire l’indicazione per Terni, Rieti, Leonessa. Prendere la SS79 e attraversare la zona di Quattro Strade, attraversare Vignaletto e seguire le indicazioni per Rivodutri.

Da Rieti

Da Rieti seguire la strada per Terni (ce ne sono due, una nuova superstrada, e la vecchia strada nell'agro reatino) e seguire le indicazioni Rivodutri.

 

 

Le Sorgenti di Santa Susanna si trovano nel settore nord orientale della Piana Reatina, alla base dei Monti Reatini, in comune di Rivodutri. Le risorgive ,tra le più grandi d'Europa, costituiscono una delle emergenze naturali della Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile . Con una portata di 5000 litri al secondo generano due corsi d'acqua: il fiume di Santa Susanna ed il Canale omonimo: il primo riversa le proprie acque nel Lago di Ripasottile, il secondo è triburtario del fiume Velino. Nelle gelide acque della sorgente principale è possibile osservare ,grazie alla estrema trasparenza delle stesse, lo Spinarello (Gastreolus aculeatus), un piccolo pesce dal peculiare comportamento riproduttivo: il maschio costruisce sul fondo un nido con filamenti vegetali ed invita diverse femmine a deporvi le uova. Avvenuta la deposizione allontana le compagne e si prodiga da solo nella cura della prole. Nei due corsi d'acqua sono presenti la Trota di Torrente (Salmo trutta) originaria delle nostre acque e la Trota Iridea (Oncorhynchus mykiss), introdotta a scopo alieutico.

 

Rivodutri è un comune di 1.281 abitanti della provincia di Rieti. II nostro paese è ritenuto, da alcuni storici, una delle colonie fondate da Enotrio, figlio ultimo del re d'Arcadia quando costui si stabilì in Italia. Varie sono le supposizioni sull'origine del nome "RIVODUTRI"; l'Angelotti lo chiama "LI VEDUTRI" e lo dice così chiamato "quasi a duobus rivulis circundatum". Un'altra supposizione è quella secondo la quale il villaggio si chiamasse "RIVO" prendendo il nome da due fossi che lo circondano e che cambiasse nome in RIVODUTRI, in seguito all'unione di altro paese esistente in territorio di Cantalice e chiamato UTRI. Gli abitanti di Utri, stanchi dei continui ladroneggi subiti da orde di invasori, avrebbero deciso di ricoverarsi a Rivo. Più tardi si unirono anche gli abitanti di Cocoione e Rocchetta. Precedentemente al 1300 non si hanno testimonianze concrete sul nostro paese, tranne una breve citazione. Quest'ultima si riferisce ad una antica tradizione secondo la quale un rappresentante di ogni paese il giorno dell'Ascensione si recava a Rieti per portarvi un cero. Nell'elenco dei paesi partecipanti figura anche il nome di Rivodutri.

Il nostro paese attraversa un periodo importante negli anni che vanno dal 1375 alla prima metà del '500, in seguito agli eventi politici sorti e sviluppatisi in Rieti. Il 1° ottobre 1375 scoppia, in Rieti, una violenta ribellione contro i Riformatori papali, inviati dai papi avignonesi, a reggere la città e le terre dello stato della Chiesa e dimostratisi estremamente tirannici,

corrotti, rapaci a danno dei popoli soggetti. In Rieti era riformatore messer Pietruccio da Chiavano che colto di sorpresa dal moto insurrezionale, è costretto a fuga precipitosa. La maggioranza dei guelfi, di tendenze conservatrici e fedeli alla chiesa, era incline a non spingere la ribellione a conseguenze estreme. Comunque alcuni guelfi reatini, che avrebbero voluto lottare ancora contro il papa avignonese per difendere gli antichi privilegi di larghissime autonomie politiche ed amministrative concessi a Rieti da Papa Innocenze III dei Conti di Segni, furono cacciati dalla città. Essi allora, con la complicità di Ludovico e di Cola di Domenico di Martino, di Cola di lacobetto o di Ciufolone, di Cola di Sagio, caporioni dei rivoltosi nel castello di Rivodutri e spalleggiati da alcuni abitanti di Poggio Bustone, suscitavano, nell'anzidetto forte castello un moto ostile al Comune di Rieti , vi si rifugiavano ed arroccavano, facendone base di operazione contro i reatini, alleandosi con gli abitanti di Cantalice, Lisciano, Lugnano, S. Rufina e Cittaducale. In seguito i fautori di una politica più energica nei confronti delle esigenze della Chiesa rivolta a ridurre le autonomie politiche e amministrativedi Rieti vanno ad ingrossare in Rivodutri, le fila di quelli che già vi si trovano e la guerra contro il Capoluogo riprende più virulenta. Rieti, per difendersi, è costretto ad assoldare "lance" italiane ed arcieri ungheresi sicché, assieme ad un piccolo esercito cittadino, si inizia l'assedio del castèllo di Rivodutri

Nel frattempo Papa Gregorio XI convinto ormai della buona fede e della lealtà dei reatini, incarica messer Andrea Capocci da Viterbo, di iniziare e condurre avanti trattative per mettere fine alle lotte faziose interne di Rieti e di ricondurre Rivodutri all'obbedienza. La conclusione della pace (4 giugno 1377), isola i fuoriusciti reatini e i ribelli locali assediati in Rivodutri e facilita le trattative coi primi che, previo giuramento di fedeltà al reggimento comunale della città, sono riammessi in Rieti, ad eccezione di diciannove di loro, per i quali il bando viene confermato "sine die". Il 20 ottobre 1377 e il 3 febbraio 1379 gli abitanti di Rivodutri rivolgono due petizioni al Comune di Rieti. Nella prima, chiedono che i ribelli condannati a morte, al bando o a pene pecuniarie, previa cancellazione delle condanne possano tornare ad abitare nel castello perché, in caso contrario, le famiglie che ancora vi dimorano, legate quasi tutte da vincoli di parentela o di consanguineità coi condannati, sarebbero costrette ad abbandonare le loro e cercarsi nuove residenze. Il Comune di Rieti, infatti, sempre assillato da ristrettezze e difficoltà economiche e finanziarie, consente spessissimo di condonare le condanne e pene corporali anche capitali in cambio di transazioni che si risolvono nel consueto pagamento di ammende ridotte.

 

Chiesa di S. Michele Arcangelo

Chiesa parrocchiale, fu in gran parte riedificata nel 1750 ed il campanile nel 1775. In pratica venne costruita un nuova chiesa più piccola di quella esistente, utilizzando i muri perimetrali. Nell'altare maggiore vi figura una tela rappresentante Gesù crocifisso con ai lati S. Giovanni, Maria Addolorata, la Maddalena e i protettori Abdon e Sennen. La tela è di buona fattura, risale al 1630/1640, è di scuola umbro marchigiana. Sono notevoli la Cappella della Pietà alla quale nel 1636, con autorizzazione della famiglia Leoni e del Vescovo di Bagno, fu aggregata la Compagnia del Rosario, assumendone la cappella stessa il titolo. In questa cappella attualmente vi è sistemato un affresco rappresentante la Madonna, S. Rocco e S. Antonio di Padova. Nella cappella vi sono dipinti i Misteri che furono restaurati nel 1775. Un'altra cappella è quella creata in onore della Madonna del Buon Consiglio (entrando a destra) di cui esisteva l'immagine che fu dipinta a Terni dal pittore Pietro Barla nel 1756. Altri affreschi sono stati sistemati nella chiesa e precisamente nella parte sinistra di chi entra c'è un frammento del martirio di S. Sebastiano e di fronte S. Francesco restaurati nel 1968. Gli affreschi provengono tutti dalla chiesa dell'Annunziata. La chiesa è stata nuovamente restaurata nel 1963/1967 - i lavori sono consistiti nel rifacimento del tetto, rinforzo delle volta, nel lato sud a confine con l'edificio scolastico è stata realizzata una protezione della base con murature in pietra. Internamente sono state rieseguite tutte le decorazioni, il pavimento, l'illuminazione, la sacrestia, il nuovo altare.

Madonna della Valle

Altra chiesa tenuta in grande devozione dagli abitanti di Rivodutri è quella della Madonna della Valle, che prima si chiamava della Consolazione. Si racconta che la immagine della Vergine ivi venerata, fosse comparsa vicino al torrente della Valle (denominato Fosso dei Molini) nel 1652 a tale Alessio Damiani che ebbe a vederla più volte. La strada a quel tempo passava lungo il tratto del Fosso dei Molini. Si costruì allora, in quel punto una chiesetta in onore della Vergine; siccome il luogo era poco comodo per accedervi, si tentò più volte di trasportare la immagine nell'altra chiesa nell'interno del paese, ma altrettante volte la ritrovarono ritornata misteriosamente al suo posto. E finché gli abitanti non addivennero all'idea di trasportare in altro luogo insieme alla immagine anche tutta la parte di scoglio nella quale era avvenuta la visione, la tela tornava miracolosamente al posto di origine. Cosicché nel 1725 fu costruita la nuova chiesa che fu terminata nel 1727. Nel 1927 la chiesa venne restaurata. Nel 1977 è stata nuovamente restaurata.

Chiesa della Madonna dell’Annunziata

I Canonici (sacerdoti appartenenti al Capitolo di una chiesa cattedrale o collegiata) del Capitolo di S. Giovanni in Laterano pensarono di costruire, non si sa quando,la chiesa dell'Annunziata,la quale assunse nel tempo tale importanza da far erigere altre chiese e oratori. Si ha notizia che nel 1574 operava nell' oratorio annesso alla chiesa dell'Annunziata,la confraternita di S. Maria delle Grazie. La facciata aveva sopra l'ingresso una finestra,!'unica che dava luce all'interno. La chiesa era lunga 14-15 metri,larga 7,alquanto bassa. La Volta reale era divisa in cinque settori,compreso il più piccolo che sovrastava l'altare. Gli archi o fasce,che formavano i settori,poggiavano su pilastri piani,a piccolo rilievo,addossati alle mura laterali. Dietro l'altare c'era l'oratorio (lungo e largo sei metri) adibito, in seguito,a sagrestia. L'unico altare aveva una discreta mostra:due colonne quasi a tutto rilievo con fregi,capitelli e mezzi timpani dove sedevano due angioletti in stucco;sopra la cimosa un tempietto. All'estremità della mensa (parte dell'altare costituito da un piano orizzontale,a mo' di tavola,su cui si celebra la messa) le statue della SS. Annunziata e dell'Arcangelo S. Gabriele. La chiesa dell'Annunziata fu semidistrutta dal terremoto del 1948. Il fabbricato, in seguito,venne demolito e,in suo luogo,fu costruita la casa parrocchiale Le chiese edificate "in solo lateranensi".appartenenti al Capitolo dei Canonici di S. Giovanni in Laterano,erano quelle di S. Susanna,Della Madonna del1'Annunziata con l'oratorio omonimo, S. Maria delle Grazie, S. Marco. Esse erano considerate come beni personali, Icui proprietari,laici o ecclesiastici, esercitavano il potere di nominare e dimettere il sacerdote titolare e di incassare,durante la sede vacante,le rendite. In seguito il Concilio di Trento stabilì che l'amministrazione spirituale doveva dipendere dai vescovi e quella materiale dai proprietari,con l'obbligo di pagare una tassa al vescovo, chiamato cattedratico.

Il Faggio di San Francesco

Il faggio è famoso per la sua forma straordinaria, con i rami che s’intrecciano sinuosi a creare onde e nodi dalla bellezza inusuale. La tradizione popolare narra che il Poverello si trovasse sui monti attorno a Rivodutri quando scoppiò un forte temporale. Francesco allora cercò riparo sotto un faggio, che per volontà di Dio piegò i suoi rami come fosse un ombrello. Così la saggezza popolare ha spiegato la forma unica dell'albero. Le dimensioni dell'albero che coprì San Francesco sono notevoli: raggiunge 8 m di altezza, la circonferenza massima 4 m.

Come raggiungere il Faggio: dal paese di Rivodutri, attraverso 4 km di strada asfaltata, si giunge alla frazione di Cepparo. Di qui, lungo una strada sterrata, si arriva alle pendici del monte Fausola, a 1123 m di altitudine. Attraverso questo suggestivo sentiero si giunge al Faggio di San Francesco, un miracolo della natura, in tutto il pianeta solo altri due esemplari della stessa specie hanno una forma paragonabile.

Leonessa

Il comune di Leonessa  conta oltre 2.400 abitanti ed è situato nella regione Lazio, in provincia di Rieti.

Posto a 974 m.s.l.m., Leonessa si trova nei pressi del Monte Terminillo, il più alto del Lazio che durante tutto l'anno è meta frequentatissima dagli amanti della natura e della vita all'aria aperta. La principale fonte di reddito è data dal turismo. Le sue origini risalgono alla fine del XIII secolo, anche se numerosi sono i reperti di epoca preistorica rinvenuti nel territorio comunale.

Il 4 febbraio si celebra san Giuseppe da Leonessa, patrono di Leonessa.

Polino

Polino è un comune montano dell'Appennino Umbro al confine con la provincia di Rieti della regione Lazio.

La sua economia, legata tradizionalmente all'agricoltura e alla pastorizia, è integrata da attività di turismo sportivo per la presenza di un'attrezzata struttura sciistica. Polino sorse in epoca tardo medievale, quando il territorio divenne feudo della famiglia Polini. Polino fu poi feudo della famiglia Arrone e della famiglia ternana dei Castelli che edificò il castello che ancora oggi si può ammirare nella sua struttura originale. La storia ricorda Polino come centro fortificato di frontiera tra il Regno di Napoli e lo Stato Pontificio e come zecca di monete coniate con l'oro di una miniera locale.

Arrone

E'un centro agricolo alla sinistra del Tevere. Subisce varie occupazioni da parte dei Signori di Alviano. Di circa 2800 abitanti é situato a 243 metri s.l.m. sulla strada per Terni. Rappresentato storicamente da un castello posto su di una piccola altura, svolse in età medievale un ruolo importante per la sua posizione di controllo sulla viabilità per Rieti.

Le ricette tipiche di questa zona sono quelle di una volta, rivisitazioni gastronomiche a base di farro, cicerchie, ceci, tartufo, cucina casereccia e tradizionale, pane fatto in casa, paste tirate a mano pollo e abbacchio alla cacciatora, poi ancora fregnacce alla sabinese, gli gnocchi con il castrato, trippa, zuppe di farro e legumi, la carne alla brace, i formaggi e latticini freschi.

In questa terra di laghi, fiumi e torrenti, ci sono poi le specialità a base di trote e gamberi insaporite in tante salse diverse.

AGRITURISMO TENUTA DEI LAGHIi

Via Campigliano, 29

02010 Rivodutri (RI) – m 500 s.l.m.

Tel. e fax 0746/685206-253074; tel. 347/7705131

 

RISTORANTE LA TROTA

Via S. Susanna 33

02010 RIVODUTRI (RI)

Contatti: +39 0746 685078

 

RISTORANTE PARCO ALLE NOCI

Via S. Susanna 21

02010 RIVODUTRI (RI)

Contatti: +39 0746 685486

 

AGRITURISMO LU CASALE

Località Vicchiagnone 12

02010 RIVODUTRI (RI)

Contatti: +39 0746 685551

 

HOSTARIA TRIO

Via Ternana, 79

02010 Ponte Crispolti  RIVODUTRI (RI)

PEPPE - PARCO ALLE NOCI 3 STELLE

Via S. Susanna, 21

02010 RIVODUTRI (RI)

Tel. (+39) 0746685486

FAX (+39) 0746685755

Indirizzo Internet http://www.parcoallenoci.it

 

VILLA SANTA SUSANNA

Via Santa Susanna, 62

02010 RIVODUTRI (RI)

Tel.: 0746685078

Fax: 0765685078

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