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Rocca sinibalda

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Rocca Sinibalda

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In auto

Da Nord

Prendere l’autostrada A1 in direzione Roma, uscire al casello di Fiano Romano, proseguire sulla SS 4 Salaria in direzione Rieti, e seguire le indicazioni per Rocca Sinibalda.

Da Sud

Prendere l'autostrada del Sole A1 in direzione Firenze, uscire al casello di Fiano Romano, proseguire sulla SS 4 Salaria in direzione Rieti, e seguire le indicazioni per Rocca Sinibalda.

Da Rieti

Prendere la SS 4 Salaria, attraversare Case San Benedetto, svoltare sulla SP 43A e proseguire seguendo le indicazioni per Rocca Sinibalda.

Da Terni

Prendere la SS 79, attraversare Marmore, Case San Benedetto, in prossimità di Colle Giardino continuare sulla SS 4 Salaria in direzione di Roma, attraversare Ornaro Basso e svoltare sulla SP 43A, proseguire seguendo le indicazioni per Rocca Sinibalda.

In treno

La stazione di riferimento è Rieti, da cui è possibile raggiungere Rocca Sinibalda in autobus, taxi o, quando è possibile, con navetta messa a disposizione da Rosamunda.

Il castello

A chi percorre le strade di accesso al paese, già qualche chilometro prima di raggiungerlo, si presenta un panorama caratteristico dominato dal maestoso Castello  intorno al  quale sono raccolte le antiche case che si affacciano sulla Valle. Ed il Castello è stato il centro intorno a cui è iniziata e si è svolta la vita del paese.

Di notevole impatto visivo il Castello, risalente nel suo nucleo originario al 1084, fu ricostruito come fortezza dall'architetto Baldassarre Peruzzi per volere del cardinale Alessandro Cesarini negli anni Trenta del XVI secolo, e da allora domina il paese con la sua struttura difensiva. Nel XVII e nel XVIII secolo sono stati ingentiliti gli interni con affreschi; dal 1928 è stato classificato come monumento nazionale[1]. Il castello, di proprietà dei baroni della famiglia De Stefani, è in restauro: al 2000 erano già state recuperate più della metà delle oltre cento stanze del castello. È visitabile su prenotazione.

 

Oltre al castello e alla grande torre d’avvistamento nei pressi dell’abitato, la Chiesa della Madonna della Neve, a un chilometro dal paese, in località Convento, il cui altare maggiore è incorniciato da preziosi stucchi barocchi e la Chiesa di Sant’Erasmo, in località Vallecupola, con varie tele di epoca rinascimentale.

Le origini di Roccasinibalda sembrano risalire al secolo X, volendo identificare il castrum con la rocca che nel 986 Teudino, figlio del defunto conte Berardo, aveva ricevuto in permuta dall'abate di Farfa Giovanni I. La rocca con il nome attuale compare invece nella documentazione a partire dal 1084, anno in cui Rocca Sinibalda tornò nuovamente in possesso del monastero sabino, grazie alla donazione di Erbeo, uno degli ultimi conti di Rieti; il controllo dell'abbazia comunque non durò a lungo e nel 1118 risulta già perduto. Fra il XII e XIII secolo Roccasinibalda pervenne ai De Romania, la più importante famiglia della nobiltà rurale della Sabina, che ne mantennero il controllo fin dopo la metà del XIV, allorché passò ai Mareri. Nel 1526 il papa Clemente VII confi­scò a Muzio Mareri la quota di feudo a lui spettante, per poi donarla, l'anno successivo, ad Alessandro Cesarini, creato nel 1517 cardinale diacono dei SS. Sergio e Bacco, che completò successivamente l'acquisto delle altre quote di cosignoria ca­strense. Nel 1600 Giuliano Cesarini vendette Roccasinibalda e Belmonte ai fratelli Ciriaco e Asdrubale Mattei ai quali rimase sino al 1676, anno in cui fu acquistato dai Lante della Rovere. Nel 1615 Roccasinibalda fu eretto a marchesato da Paolo V e nel 1685 fu elevato a ducato da Innocenzo XI in favore di Ippolito Lante della Rovere. Nel 1739 i Lante vendettero Roccasinibalda e Belmonte ai Muti Bussi, dai quali passò al nobile milanese Antonio Menafoglio e poi ai Lepri. Durante la parentesi del dominio francese il comune fu ascritto dapprima al dipartimento del Clitunno, cantone di Poggio Nativo (1798-1799) per passare poi al dipartimento di Roma, circondario di Rieti, cantone di Castel Vecchio (1810-1814). Con la Restaurazione e la riforma del 1816 Rocca Sinibalda tornò luogo baronale nell'ambito della provincia di Sabina, delegazione e distretto di Rieti, sino all'ottobre del 1816, allorché il marchese Alessandro Curti Lepri rinunciò alla sua signoria sul feudo e Rocca Sinibalda divenne sede di governo, con l'appodiato Vallecupola. Dopo l'annessione al Regno d'Italia, avvenuta nel 1860, il comune appartenne alla provincia di Perugia fino al 1923, poi a quella di Roma ed infine, dal 1927, fu annesso alla neo-istituita provincia di Rieti. Nel 1876 Rocca Sinibalda aggrega il soppresso comune di Posticciola e nel 1910 aggrega la frazione di Magnalardo staccata da Concerviano.

Castello Sforza Cesarini

La maestosa costruzione che ha sfidato l'usura dei secoli e delle intemperie si presenta sotto la forma di un aquila ad ali spiegate, con fondamenta che poggiano saldamente sulla viva roccia.

Vi si accede attraverso un portone laminato di ferro entro il quale si apre un piccolo passaggio che consente un più facile accesso.

Esternamente, sulla destra del portone. all'altezza di circa un metro dal suolo, esiste una porticina di chiamata la porta del morto, che oggi conduce sulla torre campanaria e del pubblico orologio.

Varcato il portone si sale per un viale a gradoni e dopo un ampio pianerottolo  si gira a sinistra verso la porta vera e propria di ingresso che immette in un 'ampia scalinata in mattoni con ciglio in pietra.

Si giunge così in un grosso cortile al centro del quale spicca un artistico pozzo per la raccolta dell'acqua.

Il cortile divide la parte residenziale da quella destinata alla difesa militare.

Alla destra della porta di accesso al cortile, superando un antro sul quale sporge uno sperone di roccia, si entra nello splendido giardino pensile  in parte si estende davanti al "becco" dell'aquila.

Dal grande cortile si entra poi in quello minore, detto degli alabardieri, che conduce attraverso un ampia scala in pietra, al secondo piano ed al cammino di ronda.

In fondo  esiste una porta dalla quale , dopo una ripida e tortuosa scalinata in pietra si accede alle stanze riservate ai servizi.

AL secondo piano troviamo subito  un ampio salone sulle cui pareti si ammirano affreschi riproducenti i feudi che facevano parte del Principato di Rocca Sinibalda, Belmonte , Antuni Pantana e naturalmente Rocca Sinibalda. Segue una fuga di stanze con affreschi cinquecenteschi di influsso raffaelliano e michelangiolesco, attraverso le quali si giunge alla coda dell'aquila posta a strapiombo della valle.

Per raggiungere la sommità del Castello si deve percorrere una scala a spirale che parte dal pianerottolo antistante il salone e, seguendo il cammino di ronda si arriva alla grande terrazza sovrastante il becco dell'aquila".

I sotterranei sono vastissimi ed in parte inesplorati.

Posticciola

Sorge nei pressi dell'area archeologica dell'antica città Trebula Mutuesca (oggi Monteleone Sabino) e potrebbe costituirne il nucleo originario pre-romano; questa ipotesi è supportata dai numerosi resti architettonici romani nella zona, visibili dalle strade cittadine più esterne sulle pendici dei monti limitrofi, e simboleggiate dall'antico Ponte romano, detto Ponte vecchio, raggiungibile con una breve passeggiata scendendo dal paese. Anticamente stazione di posta e luogo di transito della transumanza, conserva bene l'impianto di paese medievale sabino.

La prima testimonianza storica del paese risale all'898, ma l'attuale nome sembra di origine più recente: ne abbiamo nota nel 1844 e sembra derivare dall'unione dei nomi dei due paesi limitrofi Posta e Roccucciola.

Comune a sè stante fino al 1876, da quell'anno è aggregato al comune di Rocca Sinibalda.

Riserva Naturale Monti Navegna e Cervia

La Riserva naturale Monte Navegna e Monte Cervia è un'area naturale protetta istituita nel 1988 e situata nella zona dei Monti Carseolani, tra il Lago del Salto e il Lago del Turano. Occupa una superficie di 3.563 ha.

La Riserva è costituita a Nord dai rilievi del Monte Navegna (1508 metri s.l.m.) e Monte Filone (1329 metri s.l.m.) e a Sud, separata dal Fosso dell’Obito, dai rilievi del Monte Cervia (1436 metri s.l.m.), un’estesa dorsale montuosa che viene interrotta dalle profonde gole del Fosso di Riancoli. A Sud di questa valle è situato Monte S. Giovanni (1021 metri s.l.m.).

Il territorio della Riserva ricade maggiormente in zona montuosa, ed è delimitato ad Ovest dalle catene dei monti Carseolani e Sabini (M. Cimate, M. Faito), a Nord dal Fiume Velino, ad Est dalla catena del M.Velino (M. Nurietta, Piani di Rascino),e a Sud dai Monti Carseolani.

Dal punto di vista climatico la Riserva Naturale Monti Navegna e Cervia è caratterizzata da temperature medie annue strettamente legate all'altimetria del rilievo: nelle zone più rilevate dei massicci montuosi la temperatura media è inferiore a 10°C per sei mesi all’anno.

L'andamento delle precipitazioni è a regime appenninico (1247-1550 mm), infatti si nota un generale massimo autunnale in novembre ed un generale minimo estivo accentuato in luglio-agosto

Prodotti tipici del territorio di Rocca Sinibalda sono tartufi, castagne, olio, legumi, vino, farina, peperoni, melanzane. I piatti caratteristici della cucina della zona sono gnocchi al sugo di castrato, pappardelle al cinghiale, maccheroni, tonnarelli al sugo di gamberi di fiume e trota ubriacata.

TRATTORIA LA FONTANA

P.za della Vittoria 9

02026 ROCCA SINIBALDA (RI)

HOTEL LA LOCANDA DEL CONVENTO

Via degli Archi 1

02026  ROCCA SINIBALDA (RI)

Tel: 0765709038

 

TURANO HOTEL

VIA TURANENSE 50

02020 CASTEL DI TORA (RI)

tel: 0765 716300

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