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Bari

La Provincia di Bari è una provincia della Puglia. Affacciata a nord sul Mar Adriatico, confina:
- ad ovest con la Provincia di Foggia,
- a sud con la Basilicata (Province di Potenza e Matera) e con la Provincia di Taranto,
- ad est con la Provincia di Brindisi.

Dati La provincia conta 48 comuni, 1.559.662 abitanti (il 38,8% della popolazione pugliese) e si estende per 5.139 kmq (il 26,5% del territorio pugliese).

Territorio È attraversata dall'Autostrada A14. Una parte del suo territorio sarà presto ufficialmente scorporato per aderire alla nuova Provincia di Barletta-Andria-Trani, già istituita ufficialmente a seguito di un iter parlamentare approvato nel 2004. La nuova provincia dovrebbe diventare operativa nel 2008, in occasione delle prime elezioni per il Consiglio provinciale. Alla Provincia di B.A.T. aderiranno 7 comuni oggi inclusi nella Provincia di Bari: - Andria, Barletta, Bisceglie, Canosa di Puglia, Minervino Murge, Spinazzola, Trani.

Città dell'Italia meridionale, capoluogo della provincia omonima e della Puglia. Una rapida lettura della pianta della città dà ragione della storia e fa intuire il vero carattere di Bari. Sulla protuberanza tra il Castello e il Porto vecchio si svolge la Città Vecchia. Il primissimo abitato, sorto nell'età del bronzo, era sulla punta estrema della penisoletta e le ragioni risultano chiare se le genti illiriche vennero per mare dall'opposta sponda. La Città Vecchia sembra un labirinto di budelli angusti, corti chiuse, case-torri, archi che attraversano le strade. Questo lo scenario sul quale si svolse la storia della città. Al principio dell'800 Bari contava 18000 abitanti, oggi è diventata la seconda città del Mezzogiorno continentale. A Gioacchino Murat, re delle Due Sicilie, si deve la realizzazione del Borgo Nuovo o città murattiana, che ha contribuito ad ampliare notevolmente il territorio della città. Sbocco di un fertilissimo retroterra, centro marinaro di antica tradizione, Bari svolge da tempo un'importante funzione mercantile, che è stata fortemente potenziata dall'espansione industriale avvenuta di recente. Questa, nata come attività di lavorazione e conservazione dei prodotti agricoli e ittici, è oggi costituita da molti altri settori grazie anche alla presenza di una centrale termoelettrica e del metanodotto proveniente da Ferrandina. Bari, una grande città che oltre a tutto questo unisce bellissime e numerose strutture architettoniche di notevole valore che contribuiscono a rendere più affascinante ancora la città. Storia Centro di probabile origine illirica e fiorente città sotto i Greci, ottenne da Roma la dignità di municipium e l'unione alla tribù Claudia. Dopo esser passata sotto possesso dei Goti, fu contesa tra Longobardi e Bizantini e per questo motivo distrutta varie volte. Venne occupata nel 840 dai Saraceni di Calabria e liberata da Ludovico II circa una trentina di anni più tardi. Nel'875 divenuta proprietà dell'imperatore d'Oriente diventò sede di un governatore generale con cui voleva rafforzare il proprio dominio nelle Puglie. Passò in seguito nelle mani dei Veneziani e dei Normanni. Per molto tempo la città fu contesa, per poi finire prima sotto il dominio di Lotario II e dopo nelle mani di Guglielmo I il Malo che la distrusse completamente. In seguito venne occupata da Svevi, Aragonesi, Angioini, duchi di Milano, Spagnoli, i quali riuscirono a farla decadere nuovamente. Nel XVIII secolo, dopo l'ascesa al trono di Napoli della dinastia dei Borbone, Bari iniziò un periodo di grandi ricchezze. Dopo essere stata saccheggiata dalle truppe del cardinale Ruffo nel 1799, la cittadina fu occupata dai Francesi ed ebbe un nuovo impulso con Gioacchino Murat. Tornata di nuovo ai Borbone rimase sotto di loro fino al 1860, anno in cui entrò a far parte dello Stato italiano.

Città dell'Italia meridionale, capoluogo della provincia omonima e della Puglia. Una rapida lettura della pianta della città dà ragione della storia e fa intuire il vero carattere di Bari. Sulla protuberanza tra il Castello e il Porto vecchio si svolge la Città Vecchia. Il primissimo abitato, sorto nell'età del bronzo, era sulla punta estrema della penisoletta e le ragioni risultano chiare se le genti illiriche vennero per mare dall'opposta sponda. La Città Vecchia sembra un labirinto di budelli angusti, corti chiuse, case-torri, archi che attraversano le strade. Questo lo scenario sul quale si svolse la storia della città. Al principio dell'800 Bari contava 18000 abitanti, oggi è diventata la seconda città del Mezzogiorno continentale. A Gioacchino Murat, re delle Due Sicilie, si deve la realizzazione del Borgo Nuovo o città murattiana, che ha contribuito ad ampliare notevolmente il territorio della città. Sbocco di un fertilissimo retroterra, centro marinaro di antica tradizione, Bari svolge da tempo un'importante funzione mercantile, che è stata fortemente potenziata dall'espansione industriale avvenuta di recente. Questa, nata come attività di lavorazione e conservazione dei prodotti agricoli e ittici, è oggi costituita da molti altri settori grazie anche alla presenza di una centrale termoelettrica e del metanodotto proveniente da Ferrandina. Bari, una grande città che oltre a tutto questo unisce bellissime e numerose strutture architettoniche di notevole valore che contribuiscono a rendere più affascinante ancora la città. Storia Centro di probabile origine illirica e fiorente città sotto i Greci, ottenne da Roma la dignità di municipium e l'unione alla tribù Claudia. Dopo esser passata sotto possesso dei Goti, fu contesa tra Longobardi e Bizantini e per questo motivo distrutta varie volte. Venne occupata nel 840 dai Saraceni di Calabria e liberata da Ludovico II circa una trentina di anni più tardi. Nel'875 divenuta proprietà dell'imperatore d'Oriente diventò sede di un governatore generale con cui voleva rafforzare il proprio dominio nelle Puglie. Passò in seguito nelle mani dei Veneziani e dei Normanni. Per molto tempo la città fu contesa, per poi finire prima sotto il dominio di Lotario II e dopo nelle mani di Guglielmo I il Malo che la distrusse completamente. In seguito venne occupata da Svevi, Aragonesi, Angioini, duchi di Milano, Spagnoli, i quali riuscirono a farla decadere nuovamente. Nel XVIII secolo, dopo l'ascesa al trono di Napoli della dinastia dei Borbone, Bari iniziò un periodo di grandi ricchezze. Dopo essere stata saccheggiata dalle truppe del cardinale Ruffo nel 1799, la cittadina fu occupata dai Francesi ed ebbe un nuovo impulso con Gioacchino Murat. Tornata di nuovo ai Borbone rimase sotto di loro fino al 1860, anno in cui entrò a far parte dello Stato italiano.

Bari e' una citta' cresciuta a ondate. Sino alla fine del '700 e' stata quasi tutta contenuta nell'ambito di quella che viene oggi chiamata Bari Vecchia: una penisoletta di forma triangolare che comincio' ad essere abitata sin dall'Età del Bronzo e che fu poi via via romana, bizantina, longobarda, normanna, sveva e angioina. Le nuove case venivano costruite dove c'erano spazi liberi, oppure il tessuto gia' fitto veniva abbattuto per far posto a un palazzo o a una chiesa, nuove strade nascevano e nuove case inghiottivano vecchi vicoli, piazzette e corti. Per secoli gli abitanti di Bari, si stiparono in quel breve tratto organizzato intorno ai poli principali del Castello, della chiesa di San Nicola, della piazza del Mercato.

 

Piu' che un quartiere popolare, Bari Vecchia e' un paese, con la sua vita minuta e colorita, ancora popolato di artigiani, pescatori, piccoli commercianti, un paese fitto di palazzi decaduti e povere, dignitose abitazioni. Questo paese ha il suo centro in piazza Mercantile, l'antico centro degli affari e dominato dal Sedile dei Nobili, accanto al quale sopravvive la colonna infame (della Giustizia), la gogna medioevale per debitori insolventi. Il corso per eccellenza e' la via Palazzo di Citta', creata nel 1500, dove si allineano palazzi decaduti che oggi ospitano botteghe, trattorie popolari, cortili in cui la luce penetra dall'alto. Tutto attorno e' la civilta' del vicolo, con la gente che siede sull'uscio di casa, e che sulla soglia pone il tavoliere per fare le orecchiette, o prepara la salsa di pommodoro. La chiesa di San Marco dei Veneziani, la chiesetta di Sant'Agostino, rifatta nel 1508 dalla colonia milanese, la romanica San Gregorio dove per tutto l'anno rimane la statua di San Nicola, trasferita nella sua basilica solo nei giorni della Sua festa. Oltre alla spoglia bellezza della Cattedrale e all'importanza del Castello, la citta' vecchia conta luoghi d'interesse e monumenti spesso trascurati dal Viaggiatore: L'Arco della Meraviglia che la tradizione vuole (e qui sta la meraviglia) fabbricato in una sola notte, la Biblioteca De Gemmis, il Museo Storico, dove si conserva un aereo austriaco che bombardo' la citta', la chiesa trecentesca di San Giovanni Crisostomo, parrocchiale di rito greco, la barocca Santa Teresa dei Maschi.

 

Poi la Penisola su cui Bari era cresciuta divento' troppo piccola. Fu Gioacchino Murat, nel 1813, a dare il via alla seconda urbanizzazione, fondando il borgo che da lui prende il nome. Una citta' programmaticamente razionale, che opponeva il proprio rigido schema a scacchiera al labirinto indecifrabile e fantasioso dei vicoli della vecchia citta'. La crescita del borgo, come citta' di rappresentanza, e poi della terza citta'(la Bari nuova, che continua a espandersi oltre la stazione ferroviaria inglobando vecchie frazioni e citta'-satelliti), ha significato in qualche modo la decadenza e l'emarginazione della Bari vecchia, isolata dalle strade di scorrimento veloce, e trascurata, nonostante i suoi monumenti e come insieme. Cosi' la citta' vecchia e' rimasta uguale a se stessa, come ferma nel tempo. Forse e' stata la sua fortuna

La cucina barese, ancor oggi, conserva i vecchi sapori delle antiche tradizioni popolari. Difatti, si basa, fondamentalmente su i prodotti locali della terra e del mare. Nella foto accanto, si può vedere come le massaie del borgo antico, preparano le orecchiette baresi a mano e le stendono ad asciugare, così come si faceva in passato. In questa rubrica abbiamo riportato alcune ricette tipiche della nostra terra, scritte in dialetto barese, con la relativa traduzione.

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