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Il territorio del comprensorio turistico, collocato nell’area centrale dell’Umbria, presenta molte delle caratteristiche peculiari della regione: natura incontaminata che alle morbide colline alterna splendidi centri storici dove da sempre uomo e natura convivono in reciproca simbiosi.

Il paesaggio, coperto dal verde dei vigneti e degli uliveti, è punteggiato da castelli, mura e torri medievali che si stagliano all’interno di centri storici di grande suggestione che conservano un notevole patrimonio artistico e culturale frutto di un glorioso passato.

In ogni angolo e nelle piazze delle città si possono ammirare monumenti che testimoniano secoli di storia, arte e cultura.

Fonte: www.regioneumbria.eu

Perugia, capoluogo regionale, è situata nel cuore dell’Umbria, in un’ area piuttosto vasta  situata alla confluenza tra le due valli fluviali principali della regione (Valle del Tevere e Valle Umbra) e in corrispondenza dell’intersezione della superstrada E45, del raccordo autostradale PG-Bettolle,  e della SS75 PG-Foligno.

Il paesaggio è caratterizzato da basse e medie colline che a ovest degradano verso il Trasimeno e a nord sono dominate dal monte Tezio, mentre a sud sud-est si aprono lasciando il posto ad una ampia fascia pianeggiante alla confluenza della valle del Tevere nella Valle Umbra

Sorvolando oggi questo territorio, allo sguardo si presenta una visione per certi versi inedita del paesaggio regionale: un esteso addensamento urbano centrale collinare con prolungamenti edilizi lineari verso la piana, attestati sui principali assi stradali. Questi si ispessiscono soprattutto in corrispondenza delle frazioni storiche attorno ai ponti sul Tevere (Ponte Felcino, Ponte Rio, Ponte San Giovanni), si frammentano in brani edilizi più o meno eterogenei nella periferia ovest, sud-ovest, saldando il capoluogo ai centri abitati confinanti (Corciano), oppure si disperdono in un più piccoli insediamenti.

Ruolo importante nella storia del territorio perugino ha avuto il Tevere, sin dall’antichità il corso del Fiume ha rappresentato un punto di unione e di divisione per le popolazioni locali, si vedano per esempio gli Etruschi (riva destra) e gli Umbri (riva sinistra). Ma è nel Medioevo che il fiume ha la massima capacità attrattiva e sulle colline circostanti cominciano a sorgere insediamenti fortificati, oppure, vicino ai suoi ponti, ha fatto nascere mulini, torri di avvistamento e fortilizi di difesa, oltre che piccoli nuclei rurali allineati lungo la strada di attraversamento. Anche nel ‘900 il Tevere ha avuto un ruolo catalizzatore, attraendo i primi opifici industriali sorti fuori dell’abitato di Perugia che utilizzavano le sue acque sia a fini idroelettrici che produttivi.

Il fiume, tuttavia, non rappresenta più quella risorsa straordinaria di un tempo, che consentiva pratiche d’uso tradizionali e compatibili ed era fonte di prosperità economica oltre che spazio ludico di vita collettiva.

Fonte: www.regioneumbria.eu

L'Umbria intesa nei suoi attuali confini amministrativi è una creazione nata tra l’800 e il 900. Il suo aspetto nel corso dei secoli fu infatti ben diverso, di volta in volta riunendo insieme luoghi con storie e culture assai differenti e disomogenee tra di loro. È proprio grazie a questa complessità che il patrimonio storico-artistico della regione è così straordinariamente variegato e, allo stesso tempo, privo di battute d'arresto dall'antichità etrusco-romana fino all'epoca moderna.

Sin dalla sua prima comparsa nella storia, l'Umbria si presenta "divisa"in due ambiti territoriali e culturali che rappresentano il dato storico più antico di una "dualità" che, nei secoli, caratterizzerà la formazione dello spazio e della civiltà regionali. A occidente del Tevere si estendevano infatti le terre degli Etruschi, aperte ai rapporti culturali e commerciali con l'area mediterranea; le terre a oriente del fiume, più isolate, furono invece luogo d'insediamento di popolazioni italiche, e in particolare degli Umbri.

La ricchezza e la raffinata struttura della civiltà etrusca, che in Orvieto e Perugia ebbe i capisaldi di un dominio territoriale assai ampio, è ancora oggi apprezzabile nelle numerose testimonianze: dalle necropoli etrusche del territorio orvietano ai numerosi ipogei dell'area di Perugia (ipogeo dei Volumni).

I Romani irrompono sulla scena dopo la vittoria di Sentino del 295 a.C. sulle popolazioni etrusca e umbra. La civiltà di Roma, con le sue opere e i suoi tracciati viari segna profondamente il paesaggio della regione e dà inizio a una fase costruttiva e culturale ancora più avanzata.

L'Umbria viene ora attraversata da una delle più note vie consolari, la Flaminia, lungo la quale sorgono numerose stationes destinate nel tempo a diventare importanti centri urbani, la prosperità economica del territorio si riflette nell'affermazione di centri urbani fiorenti e densamente popolati. Massima rappresentazione della civiltà romana, sono le cerchie murarie, spesso costruite adattandosi a quelle precedenti. A Spoleto, la cinta urbana eretta dagli Umbri venne potenziata e restaurata numerose volte dopo l'elezione del centro a colonia romana nel 241 a.C..

Con la caduta dell'impero romano e le conseguenti invasioni barbariche prima e le successive lotte tra Goti e Bizantini e tra questi ultimi e i Longobardi poi è ancora una volta il Tevere a distinguere i nuovi assetti politici: i Bizantini alla destra del fiume e i Longobardi alla sua sinistra, rispettivamente a capo di aree ben distinte anche nel campo della cultura e dell'arte e di cui l'espressione più nota sono Perugia bizantina e Spoleto, capitale del Ducato longobardo. Purtroppo poco si è conservato di questa fase, ma la presenza di rari ma pregevolissimi edifici religiosi, nonché di insediamenti eremitici, testimonia di una diffusione unificante della nuova religione cristiana e, indirettamente, anche del suo nascente ruolo politico.

Con il consolidarsi dei nascenti poteri comunali e con il ruolo sempre più evidente degli Ordini mendicanti, la cultura romanico-gotica  irrompe sulla scena urbana: palazzi pubblici e chiese conventuali caratterizzano le città umbre in misura assolutamente riconoscibile e riflettono visibilmente i nuovi equilibri politici e sociali delle città. A partire dalla metà del Trecento, la restaurazione del dominio pontificio ebbe la sua più concreta manifestazione nell'edificazione di un complesso sistema di fortificazioni che con la loro imponente mole caratterizzano ancora centri come Spoleto, Narni, Assisi.

E il conflitto tra potere pontificio e le realtà comunali, offrì spazio al sorgere del potere signorile delle famiglie Baglioni, Fortebracci, Trinci, Malatesta e Vitelli, spesso responsabili di episodi di grande munificenza e di sollecita adesione all'imperante gusto delle corti italiane.

Il territorio umbro è stato nel corso della Storia, terreno assai fertile per lo svilupparsi dell’arte e della cultura, anche grazie all'affermarsi del potere signorile al quale si legano numerosi episodi di promozione delle arti, in linea con l'esigenza di celebrare la politica, di esprimere i fasti e la raffinata cultura dei nuovi signori.

Nel 1500 si assiste all’affermazione del potere pontificio in Umbria e alla definitiva scomparsa di ogni ambizione autonomistica, prima fra tutte quella di Perugia che dopo la guerra del Sale del 1540 è emblematicamente assoggettata al dominio della Chiesa con la costruzione dell'imponente Rocca Paolina.

D'ora in poi la storia anche artistica della regione è parte della più ampia vicenda dello Stato della Chiesa, che arriva ormai a comprendere un territorio che da Roma giunge sino a Ferrara.

Fonte: www.regioneumbria.eu

La provincia di Perugia, presenta molte delle caratteristiche che hanno reso famosa l’Umbria nel mondo.

Il territorio, con la sua natura incontaminata e incantevole, la storia che con i castelli, le mura e le torri medievali disseminati nei centri storici di grande suggestione, rappresentano un notevole patrimonio artistico e culturale  a testimonianza di un glorioso passato. In ogni angolo e nelle piazze delle città si possono ammirare monumenti che testimoniano secoli di storia, arte e cultura.

Accanto a gioielli architettonici di epoca romana, medievale e rinascimentale, conserva tracce di una storia antica e travagliata, dove i castelli, le rocche, le chiese e le abbazie impreziosiscono i capolavori d’arte lasciati da maestri della pittura come il Perugino o il Pomarancio.

Il lago Trasimeno, si apre  ad ovest verso la Valdichiana e dagli altri lati è racchiuso da un anfiteatro di dolci colline che si alternano a zone pianeggianti lungo le sue sponde. Quest’area di confine tra Umbria e Toscana, risente molto dell’intreccio e delle contaminazioni tra le due regioni e lo si può vedere  nella struttura delle città e dei centri storici, nei sapori della cucina e nelle tradizioni.

Nell’area nord-orientale della provincia,  al confine con le Marche, troviamo invece un paesaggio prevalentemente montuoso, delimitato ad est dalla catena appenninica e ad ovest dalla valle del Tevere, è ricca di bellezze naturali e tesori d’art, accanto a centri storici di straordinaria bellezza e suggestione che conservano testimonianze eccellenti dell’epoca medievale, troviamo una natura con ambienti incontaminati e produzioni artigianali artistiche che testimoniano la maestria secolare di una consolidata abilità.

Tornando verso  il confine Sud della provincia, troviamo il comprensorio Assisano.

Assisi, meta obbligata del turismo internazionale,  è situata all’interno del Parco regionale del Monte Subasio, un ambiente naturale di grande valore ambientale e permeato da un’intensa atmosfera mistica legata alla spiritualità francescana.

Oltre alle risorse naturali il territorio dispone di una tale ricchezza artistica e culturale grazie alla quale la città serafica, dove spicca la Basilica di S. Francesco, fulcro della religiosità mondiale, è stata dichiarata Patrimonio  Mondiale dell’Umanità dell’Unesco.

Di non meno rilievo è l’area che interessa la città di Foligno e la zona di Nocera Umbra, particolarmente ricca di risorse naturali, monti, boschi, corsi fluviali, sorgenti ed acque sotterranee.

Castelli, cinte murarie, rocche, torri, chiese, monasteri, abbazie, corti e palazzi nobiliari impreziosiscono e caratterizzano l’assetto urbanistico dei centri storici, dove è possibile ammirare splendidi esempi dell’architettura romana, medievale e rinascimentale perfettamente integrati con il fascino rurale di antichi casolari magnificamente immersi nella campagna.

Ovviamente in tutto questo elencare di bellezze naturalistiche, architettoniche e culturali, non si può non nominare Trevi e Spoleto, entrambe antiche città con un glorioso passato storico, che ha lasciato una traccia indelebile nell’attuale conformazione urbana dei loro centri storici. Questo comprensorio, oltre a straordinarie bellezze naturali come le Fonti del Clitunno ed i boschi di lecci che dominano Spoleto, emana un grande fascino mistico e spirituale, testimoniato dalle numerose abbazie e pievi romaniche che sorgono accanto ad imponenti monumenti di epoca romana.

I centri storici, che mantengono intatta la struttura medievale, racchiudono alcune delle più affascinanti città d’arte della regione, che per la ricchezza della loro storia, la varietà dei beni culturali e l’importanza degli eventi sono tra le mete turistiche più apprezzate dai visitatori.

in elaborazione

Punto cardine della Cucina umbra è senza dubbio la tradizione, grazie forse alla sua conformazione geografica, la cucina regionale non ha risentito in maniera incisiva dell’influenza delle regioni limitrofe. I piatti principali si basano essenzialmente sulla carne e sui prodotti della terra, che vengono usati sia nelle grandi occasioni sia nel pasto quotidiano. Si tratta di una cucina semplice, con lavorazioni troppo elaborate, che esaltano i sapori delle materie prime. Le radici della cucina umbra affondano nelle abitudini culinarie delle civiltà che si sono succedute sul territorio regionale.

La tipologia culinaria può essere divisa in tre grandi aree che, corrispondono a quelle culturali e dialettali in cui si divide la regione.

Prodotti umbri per eccellenza sono le carni suine e tutti i prodotti derivanti dalla lavorazione del maiale, particolarmente conosciuta per queste attività è la zona di Norcia, da cui il termine "norcino" per indicare il produttore ed il venditore di salumi. Altri ingredienti "nobili" che ricorrono nei sapori umbri sono il tartufo e l'olio extravergine di oliva: di quest'ultimo la cucina umbra non può fare a meno.

Assaggi vari di cucina umbra possono essere effettuati nel mese di settembre a S. Sisto (PG) in occasione della Rassegna delle Sagre, dove gli organizzatori delle diverse manifestazioni in provincia di Perugia esibiscono i loro prodotti più caratteristici.

Di seguito alcuni dei più famosi prodotti tipici della provincia di Perugia:

Cipolla di Cannara, corallina di Norcia, lenticchie di Castelluccio di Norcia IGP, olio d'oliva, Pan nociato di Todi, pecorino di Norcia, pizza di Pasqua, prosciutto di Norcia IGP, Scorzone estivo e invernale umbro, Sedano nero di Trevi, tartufo bianco di Norcia, tartufo nero di Norcia.

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